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“Referendum giustizia, cinque sì per ridare centralità ai diritti”

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Referendum 12 giugno 2022 - Schede

Referendum 12 giugno 2022 – Schede


Viterbo – (sil.co.) – “Cinque Sì convinti sui referendum sulla giustizia”. Non ha dubbi l’avvocato viterbese Luigi Sini, nominato due mesi fa nel nuovo ufficio di coordinamento dell’Organismo congressuale forense, del quale era già delegato per Viterbo. 

“Bisogna scendere in campo per ridare centralità ai diritti. Il rischio – avverte Sini – è quello di cadere nella trappola politica, fatta di retorica e di pura ideologia.Occorre capire, invece, che si tratta di un’occasione per una svolta culturale della nostra società, di cui la ‘giustizia’ è uno specchio”.

“Da tempo – sottolinea Sini – sentiamo ripetere che l’amministrazione della giustizia non funziona, che occorre intervenire per riformare la giustizia. E allora risultano incomprensibili gli inviti all’astensione sui referendum, il silenzio dei politici, aggiungo anche dei candidati alle prossime amministrative”.

“L’amministrazione della giustizia – ricorda – è parte integrante di ogni comunità, anche locale. Per questo dovrebbe interessare – e preoccupare – ciascuno di noi. L’accusa di eccessivo ‘tecnicismo’ dei quesiti è solo una scusa per far calare sui temi referendari un colpevole silenzio”.


Luigi Sini

Luigi Sini


Avvocato Sini, partiamo dal quesito relativo all’abolizione della legge Severino…
“Basta leggere i dati delle assoluzioni nei gradi successivi al primo per convincersi del Sì. Non si tratta semplicemente di consentire a chi non abbia subito una condanna definitiva di candidarsi, quanto piuttosto a noi elettori di poter votare liberamente, scegliendo il candidato che vogliamo venga eletto (salvo poi decadere in caso di condanna definitiva). La nostra scelta di elettori, con la legge Severino, è impedita a monte”.

C’è poi la limitazione della custodia cautelare
“La tesi del no è suggestiva, più delinquenti in giro. Chi coltiva il dubbio cerca invece di approfondire se vuole capire. Il Sì consentirebbe di limitare il ricorso alla custodia cautelare (il carcere, improvviso, a chi non sia ancora stato giudicato colpevole) ai soli reati più gravi, evitando di ricorrervi in tutti quei casi in cui l’unica ‘giustificazione’ è il pericolo di commettere nuovamente un altro reato. A volte con due righe di motivazione che privano subito della libertà, salvo poi essere assolti o essere condannati per reati meno gravi. Si vuole evitare questo rischio, per i soli reati meno gravi, ovvero evitare di essere privati della libertà solo perché ci sarebbe il mero e ipotetico rischio di commettere altri “.

Ci spiega la separazione delle funzioni tra giudicanti e requirenti (i pubblici ministeri)?
“Non si tratta della separazione delle carriere, che realizzerebbe una vera garanzia di imparzialità. Tende ad evitare che un rappresentante dell’accusa possa, da un giorno all’altro, giudicarvi, decidere sulla vostra colpevolezza o innocenza. Decidendo che la tesi del collega di scrivania del giorno avanti sia o meno giusta”.

Cosa significa invece il quesito sulla valutazione dei magistrati?
“Periodicamente ogni magistrato, per ottenere un avanzamento di carriera fino ad arrivare a dirigere un tribunale – per esempio – viene valutato dal consiglio giudiziario del suo distretto (per Viterbo valuta Roma, per esser chiari). Dei consigli giudiziari fanno parte anche avvocati, nominati periodicamente. Ne fanno parte ma sono in netta minoranza e, per di più, quando si valutano i magistrati vengono fatti uscire, non possono votare, ma neppure ascoltare. Mi pare sufficiente per votare Sì”.

E il referendum sulle elezioni al Csm?
“Oggi un magistrato per candidarsi al Csm deve procurarsi dalle 25 alle 50 firme per proporre la propria candidatura. Un magistrato autonomo, indipendente, che non abbia il ‘sostegno’ di 50 colleghi non può neppure candidarsi. Le ‘correnti’ giocano quindi un ruolo determinante”. 

Cosa si sente di dire a chi domenica pensa di andare al mare?
“Ho forse semplificato, troppo. Ho esagerato? Non credo. Ma se solo ho sollevato il dubbio in qualche elettore sulla utilità del voto, se ho suscitato la curiosità di informarsi e, poi, decidere, ho assolto al mio compito. Domenica andate pure al mare, ma prima passata a votare e ritirate anche le schede sui referendum. E magari votate Sì. È un mio consiglio”. 


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