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Rissa finisce nel sangue a Mammagialla, detenuto a Belcolle con testa fracassata a sgabellate

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Giorni di altissima tensione tra fine ottobre e inizio novembre 2016 nel carcere di Mammagialla, dove i penitenziari hanno anche dovuto dare i conti con una rissa tra detenuti che poteva sfociare in tragedia.

Preso a sgabellate in faccia, un recluso è stato trasferito d’urgenza a Belcolle in codice rosso con la testa fracassata e ricoverato in prognosi riservata a causa della profonda lesione riportata al cranio. 

Era il 29 ottobre di sei anni fa, un sabato pomeriggio, quando il detenuto rimasto gravemente ferito, sembra per difendersi da un’aggressione, si sarebbe armato di un manico di scopa, venendo colpito violentemente alla testa da una sgabellata sferrata da un compagno di sezione e finendo ricoverato all’ospedale di Belcolle.

Un episodio straordinariamente cruento, finito letteralmente nel sangue, in seguito al quale è stato chiesto dal pubblico ministero Franco Pacifici il rinvio a giudizio per rissa e lesioni aggravate di sei detenuti, tra cui la stessa vittima, che è anche parte civile al processo entrato nel vivo per cinque imputati martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco. Ancora davanti al gup il sesto imputato, un romeno che nel frattempo sarebbe recluso in un carcere del suo paese, non si sa dove: per lui udienza preliminare il 22 settembre.

Ha raccontato cosa è successo in aula uno degli agenti che hanno ricostruito l’accaduto con l’ausilio dei filmati della videosorveglianza interna alla casa circondariale di Viterbo.

“I filmati delle telecamere di sicurezza hanno ripreso, senza audio, quattro dei detenuti imputati mentre sono riuniti nella sala socialità. Poi, attivati da un quinto detenuto rimasto ignoto, vanno verso altri due detenuti. che invece stanno nel corridoio della sezione, aggredendoli”.

“Uno dei quattro dà un pugno in faccia alla futura vittima della sgabellata, che cade a terra, beccandosi anche un calcio. Gli altri tre, invece, aggrediscono l’altro detenuto. Uno, poi, prova anche lui a colpire con un calcio il detenuto scaraventato a terra con un pugno che, per difendersi, afferra un manico di scopa che era in una cella”.

“Uno dei quattro, a quel punto, gli sferra uno sgabello in piena faccia. Il tutto sarà durato una decina di minuti, tra le 16,50 e le 16,57”, ha concluso il penitenziario, i cui frame estrapolati dai filmati sono stati acquisiti nel fascicolo del processo. 

Si tornerà in aula il prossimo 8 novembre per sentire un altro agente e due detenuti, tra i quali l’imputato-parte civile. 

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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