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Rotelli (FdI): “Nessun apparentamento e nessuna alleanza con Chiara Frontini”

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Viterbo – “Non diremo di andare al mare né diremo di votare per il Pd e il movimento 5 stelle”. Tuttavia, “con Chiara Frontini nessun apparentamento e nessuna alleanza”. Parola di Mauro Rotelli deputato di Fratelli d’Italia.

“Siamo coerenti con la nostra storia – spiega Rotelli -. E lo siamo senza dover ricorrere ad alambicchi politici o utilizzare chissà che formula. Quando avremo i dati definitivi, faremo le nostre valutazioni. Tuttavia, non inviteremo gli elettori a disertare le urne. Tendo poi ad escludere che una persona che ha votato Laura Allegrini, e vota Meloni e FdI alle politiche e alle regionali, possa votare per Troncarelli”. Detto ciò con Frontini “non c’è in programma la costituzione di un’alleanza”.

Fratelli d’Italia non va al secondo turno, ma chiude il primo con due punti percentuali in più per il partito, dal 13 al 15% rispetto al 2018, e con la candidata sindaca, Laura Allegrini, che nel centrodestra ha fatto meglio. Contrariamente ai colleghi di centrodestra, Forza Italia e Lega, ormai in caduta libera.


Viterbo - Mauro Rotelli

Viterbo – Mauro Rotelli


Deputato Mauro Rotelli, quello delle comunali è il risultato che vi aspettavate?
“E’ il risultato atteso, sia nei modi che nelle quantità in cui è arrivato”.

C’è tuttavia chi sostiene che sia stato più basso rispetto al trend nazionale di Fratelli d’Italia…
“Non è vero. Ad esempio, c’è un twitt di YouTrend, che è una struttura di analisi del voto, che elenca i risultati ottenuti dal nostro partito nei capoluoghi regionali andati al voto. A parte l’Aquila, dove c’è un aumento del 20% e un sindaco di FdI che è stato rieletto al primo turno, il dato del 15% di Viterbo è il più alto di tutti. Abbiamo poi fatto uno schemino che riguarda tutte le forze politiche più importanti con i flussi elettorali dal 2018 ad oggi. E anche in tal caso FdI è l’unica forza politica del centrodestra che ha incrementato i propri voti rispetto alle comunali del 2018 e alle europee del 2019. Questi dati ci dicono inoltre che una cosa è certa: la scelta che abbiamo fatto a marzo di presentare ai nostri possibili alleati la candidatura di Laura Allegrini è stata la scelta giusta. Dopodiché, il risultato ci rende contenti, ma non festanti. Siamo orgogliosi dei voti presi da Laura, che si attesta attorno al 17%, e dalla lista di FdI, al 15%. Il tutto in un contesto dove l’elettorato ha votato per il 40% le liste civiche. Ai primi di marzo abbiamo proposto Laura come scelta unitaria. Non è stata recepita in questo senso. Poi siamo andati al voto divisi e i cittadini viterbesi hanno mostrato il proprio gradimento per Laura. Se tutto il centrodestra fosse andato unito saremmo certamente stati più competitivi e Allegrini si sarebbe potuta giocare l’accesso al ballottaggio senza alcun problema. L’errore di non appoggiarla è stato grave. E i tempi per fare una bella campagna elettorale c’erano tutti”.

Un errore di cattiva valutazione?
“Questo non lo so. Anzi rispondo con un’altra domanda: Allegrini è stata valutata male oppure è stata valutata talmente bene e di conseguenza non è stata appoggiata perché rischiava di tagliare fuori dal ballottaggio Troncarelli? Quindi c’è stato qualcuno che ancora in maniera ambigua ha favorito il centrosinistra che ci governa ancora in provincia?” 

Che dubbi ha in merito?
“Ripeto. Allegrini non è stata valutata bene oppure è stata valutata talmente tanto bene al punto che la sua candidatura unitaria avrebbe portato il centrodestra al ballottaggio con buone probabilità di vincere? In questo modo avrebbe potuto tagliare fuori qualcuno che non si aveva l’interesse a tagliare fuori”. 

Quindi il problema vero è una certa ambiguità all’interno del centrodestra che non ha permesso di quadrare il centro?
“Sì. Noi crediamo che se un’alleanza esiste, ed ha senso che l’alleanza di centrodestra esista, questa debba avere regole certe con tutta una serie di passaggi che dovrebbero essere dati per scontati. Un’ambiguità che verrà fuori anche con il ballottaggio”.

Ad esempio?
“Innanzitutto, si vice e si perde tutti quanti insieme. Perché ci deve essere qualcuno che, pur di vincere, si allea con la qualunque?” 

E questo qualcuno sarebbe Forza Italia?
“Questo è quello che è successo in provincia. Da cui poi è derivato quello che è successo in comune. Allearsi con la qualunque non è di certo la nostra scelta, né tantomeno la nostra storia”. 

Chi appoggerete al ballottaggio?
“Intanto vorremmo vedere i dati definitivi. Dopodiché non credo che da parte nostra ci sia alcun tipo di apparentamento. Poi, per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda anche la storia politica che rappresentiamo, non crediamo di essere compatibili né con l’invito ad andarsene al mare, né tantomeno con quello di appoggiare il Pd e il movimento 5 Stelle. Le agende di lavoro, nazionale, regionale e comunale, sono completamente differenti”. 

Quindi resta solo Frontini…
“Certo”.


Lo schema elaborato da FdI

Lo schema elaborato da FdI


Quali condizioni porrete per un’eventuale alleanza?
“Nessuna condizione. Dopodiché in questo momento stiamo facendo un ragionamento a distanza di meno di 24 ore dal risultato elettorale. Siamo coerenti con la nostra storia. E lo siamo senza dover ricorrere ad alambicchi politici o a chissà che formula. Quando avremo i dati definitivi, faremo le nostre valutazioni. Tuttavia, non inviteremo gli elettori a disertare le urne. Tendo poi ad escludere che una persona che ha votato Laura Allegrini, e vota Meloni e FdI alle politiche e alle regionali, possa votare per Troncarelli”.

Quindi Frontini unica alleanza possibile…
“Non so se questo poi possa voler dire alleanza. Alleanza è una cosa strutturata, e non siamo in questi termini. Non c’è in programma la costituzione di un’alleanza”. 

Allegrini ha detto che FdI si propone per rilanciare il centrodestra. Da dove riparte il centrodestra viterbese dopo questa tornata elettorale? 
“Intanto quello che detto Allegrini è importante. Laura rappresenta lo spirito del centrodestra viterbese che vede in FdI un’aggregazione molto forte con candidati storici e nuovi ingressi che si sono subito integrati all’interno di Fratelli d’Italia, come ad esempio Claudio Taglia e Antonella Sberna. Poi ci sono altre candidature che evidenziano sensibilità da coalizione e non da partito, per le diverse culture da cui provengono. Noi ci sentiamo già il centrodestra viterbese”. 

Antonella Sberna ha portato a FdI un pezzo consistente dell’elettorato di Forza Italia…
“Certamente. E questo perché chi vuole fare delle scelte coerenti e non ambigue, restando sempre all’interno dello stesso schieramento, sa che c’è una casa pronta e organizzata per accoglierlo”. 


Viterbo - Mauro Rotelli, Laura Allegrini e Giorgia Meloni

Viterbo – Mauro Rotelli, Laura Allegrini e Giorgia Meloni


Secondo lei il centrodestra a Viterbo va rimesso così come è oppure va rivisto e ripensato a partire da quelle che sono le sue leadership interne?
“Nelle situazioni degli altri partiti non entriamo. Siamo convinti che sia necessaria una discussione, ma una discussione può durare al massimo 10 ore. Non settimane, come quando siamo stati in attesa dell’appoggio ad Allegrini che poi non è arrivato. E di questo modo di fare si sono stufati gli elettori, e ci siamo stancati anche noi”. 

Daniele Camilli


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