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Bassano Romano – (sil.co.) – Secondo l’accusa “rubavano ogni ‘bendidìo’ per comprare droga da spacciare”
Talmente pratici del mestiere da nascondere lo stupefacente sotto la lingua quando venivano fermati dai carabinieri piuttosto che gettarla dal finestrino.
Oppure da preferire di ingerire gli ovuli di eroina confezionati dai tunisini, piuttosto che dai fornitori di Tor Bella Monaca, perché più resistenti ai succhi gastrici, quindi meno pericolosi da ingoiare.
E’ ripreso giovedì davanti al giudice Elisabetta Massini uno dei processi scaturiti dalla maxi operazione Jackpot, sfociata il 19 gennaio 2016 in 11 arresti domiciliari, tre obblighi di firma e 16 indagati a piede libero, accusati, a vario titolo, di furto spaccio e ricettazione.
Tra loro gli spacciatori di Tor Bell Monaca che avrebbero rifornito di stupefacenti i pusher di Bassano Romano, che avrebbero fatto acquisti all’ingrosso di eroina, cocaina e hashish grazie ai proventi delle ruberie.
Quattro gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, per i quali il processo si è aperto il 17 febbraio 2018. Tutti di Bassano Romano, sono tre uomini e una donna, quest’ultima convivente di uno e sorella di un altro. A tradirli un furto commesso il 4 gennaio 2015 ai danni di un bar del paese.
Giovedì è stato sentito un 66enne del luogo, titolare di un’attività commerciale specializzata in articoli da giardinaggio e attrezzature agricole, chiamato in caserma dai carabinieri a maggio 2015.
“Mi mostrarono un decespugliatore provento di furto, chiedendomi se lo riconoscessi. Era un decespugliatore arancione modello 34 della Live, che avevo venduto io, un anno prima, a un cliente del quale all’epoca ricordavo anche il nome e cognome”, ha spiegato il testimone.
Dal furto di monetine al bar, ai furti in grande stile, alla droga. La banda sarebbe stata il terrore dei negozi, dei casolari e delle aziende agricole locali, depredate di motocoltivatori, decespugliatori, motoseghe e altri attrezzi, ritrovati dai carabinieri in parte nascosti nella vegetazione vicino casa e in parte nell’abitazione di uno degli imputati.
Coi proventi avrebbero comprato la droga da cedere agli assuntori locali, decine dei quali sentiti dai carabinieri a sommarie informazioni. Spacciatori professionisti, secondo l’accusa.
Il processo riprenderà il prossimo 6 ottobre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


