Viterbo – (g.f.) – Sergio Insogna l’aveva previsto già a dicembre: “C’è un accordo con Chiara Frontini?”. Se l’ex consigliere comunale Fondazione abbia poteri divinatori o solo tirato a indovinare, difficile saperlo, come allo stato attuale è complicato capire cosa intercorra tra Viterbo 2020 e parte del centrodestra a cominciare da Fratelli d’Italia.
Solo un appoggio perché votare il Pd per il partito di Meloni è chiedere troppo o magari un’intesa che comprenda un assessorato in un secondo momento.
Resta il fatto che qualcosa Insogna l’aveva intuito, quando l’ex maggioranza andò dal notaio per sfiduciare il sindaco Arena e poi a elezioni anticipate. Si è visto come sono andate le cose. Centrodestra fuori dal ballottaggio, Forza Italia e Fondazione pure dal consiglio comunale, Lega ai minimi termini- FdI si salva, ma comunque esclusa dal secondo turno.
Insogna non aveva seguito i suoi colleghi per firmare, anzi, su posizioni critiche, aveva sollevato qualche dubbio. Era l’inizio di gennaio e ormai tutto era compiuto.
“I firmatari di maggioranza – disse Insogna – così facendo hanno lanciato la volata alla campagna elettorale di Viterbo 2020 e di Chiara Frontini come candidata sindaca. Da tre anni e mezzo è in campagna elettorale ed è prontissima per le elezioni anticipate”. Infatti poi è stata la prima a partire.
I suoi ex alleati non devono avere fatto bene i conti o li avranno fatti fin troppo bene. “Se tutto ciò è avvenuto involontariamente – diceva Insogna sulla sfiducia – diventa il classico autogol.
Se invece è qualcosa di premeditato, una scelta politica precisa, con i firmatari della maggioranza che hanno scelto il loro candidato sindaco, in questo caso si spiega tutto”. E il riferimento era a Chiara Frontini. Primo o secondo turno.
