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“Serve un tetto ai prezzi dell’energia per preservare la stabilità finanziaria dell’Ue”

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Mario Draghi

Mario Draghi


Parigi – “Serve un tetto ai prezzi dell’energia per preservare la stabilità finanziaria dell’Ue”.

Queste le parole del premier italiano Mario Draghi alla ministeriale dell’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presieduto quest’anno dall’Italia, a cui partecipano i ministri delle Finanze, Economia, Affari Esteri, Commercio dei paesi membri. Al centro del vertice economico i temi della guerra in Ucraina, dello sviluppo in Africa, della prevenzione delle pandemie, del commercio e della sostenibilità ambientale.

“Bisogna introdurre un tetto ai prezzi dell’energia. L’invasione russa dell’Ucraina ha portato a un significativo peggioramento delle prospettive di crescita e a un forte aumento delle aspettative di inflazione – ha dichiarato Mario Draghi -. L’Ue deve valutare di replicare strumenti come Sure, che ci hanno aiutato a riprenderci rapidamente dalla pandemia. Uno strumento simile, questa volta mirato all’energia potrebbe garantire ai paesi vulnerabili più spazio per aiutare i propri cittadini in un momento di crisi, rafforzerebbe il sostegno popolare al nostro sforzo sanzionatorio congiunto e contribuirebbe a preservare la stabilità finanziaria in tutta l’area dell’euro”.

“Il Consiglio europeo la scorsa settimana ha approvato la possibilità di imporre, di prendere in considerazione, un tetto massimo alle importazioni di gas russo – ha proseguito -. Questa misura limiterebbe l’aumento del tasso di inflazione, sosterrebbe il reddito disponibile e ridurrebbe i nostri flussi finanziari verso Mosca. Naturalmente, le discussioni sono ancora in corso e la strada da percorrere potrebbe essere lunga”.

“Lo sforzo per evitare la crisi alimentare deve iniziare dallo sblocco dei porti e della migliaia di cereali che sono lì. Lo sforzo di mediazione delle Nazioni unite è un notevole passo in avanti, sfortunatamente è l’unico – ha spiegato il presidente del consiglio italiano -. I nostri sforzi siano efficaci devono essere sostenibili nel corso del tempo e coinvolgere le economie emergenti e in via di sviluppo. Dobbiamo abbinare la risolutezza mostrata in Ucraina con la stessa determinazione ad aiutare gli stessi cittadini e coloro che si trovano nei paesi più poveri del mondo soprattutto in Africa”.

“Il g7 e la Ue hanno mostrato una notevole unità e solidarietà nel sostenere l’Ucraina e nel mettere pressione sulla Russia per riprendere i negoziati – ha concluso -. La Ue da sola ha approvato 6 pacchetti di sanzioni che hanno dato un duro colpo agli oligarchi vicini al Cremlino e a settori chiave dell’economia russa”.


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