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Viterbo – “Sono stupefatta del vostro stupore”. Ve la ricordate Daniela Santanché quando gridando investiva l’interlocutore con questa frase che, con più o meno precisione, cito.
Beh tutto mi divide da Santanché, a parte certe posizioni intransigenti sulla difesa dei diritti delle donne, senza se e senza ma, su cui sono completamente d’accordo, ma quella frase ripetuta in più dibattiti era geniale.
E qui in questa piccola marca di periferia dell’impero lo stupore è completo. Soprattutto quando vedi che tra certi candidati sindaco e la logica democratica, c’è un oceano di ignoranza politica. Quando ti accorgi che il dibattito politico, si fa per dire, è fatto con i toni dei bambini viziati. Che chi viene criticato per scelte politiche assurde fa la vittima e non spiega o argomenta le buone ragioni di questa o quella scelta. E batte i piedini a terra e piange. E urla: “Mamma mi criticano, che faccio batto i piedi? Piango e grido? O grido e piango? E dico a tutti che sono una vittima dei giornaloni?”.
Mai una argomentazione politica e razionale.
L’argomento, in questa landa desolata, è sempre ad personam.
In soldoni: “Tu hai torto perché sei uno stronzo”. Oppure: “Ma chi ti paga per dire certe cose?”. Sì perché i bambini viziati della politica e le eminenze grigie nascoste immaginano che esista solo questo tipo di giornalisti. Tu paghi e loro ti portano anche il cappuccino a letto.
Purtroppo per loro non è così. Anche in questa landa ci sono giornalisti, giornalisti veri e non falsi giornalisti, che fanno il loro mestiere. E il loro mestiere è anche quello di fare analisi e ipotesi. Di criticare chi dice cose false, chi non capisce le carte che legge, chi pensa di intortare tutti con la propaganda. Certo ben fatta, per gli standard locali.
E mai un’argomentazione politica. Mai.
Mai che si scenda in media res. Mai che ad argomento si risponda con un argomento uguale e contrario. Perché, lo sveliamo ai dilettanti della politica: si può fare. Magari senza affidarsi a certi ambienti diciamo discutibili o a eminenze grigie e nere che tutti conoscono. E invece no. Si fa appello alle tifoserie e mai alla ragione. Alla ragion politica.
Che dire: va bene così, ma la democrazia è fatta di corretto dibattito. E gli argomenti ad personam, per giunta falsi, sono una fallacia logica. Ma come spiegare la logica a chi non fa mai un ragionamente più o meno razionale? Ma fa sempre appello ai sentimenti elementari e basici. Quelli ancestrali.
E allora proviamo a vedere altre cose cha accadono in terra di Tuscia.
Prendiamo il caso politico della lista Rinascimento col suo brillante leader: Vittorio Sgarbi.
Ora questo signore, mi dicono sia un grande intellettuale, ma insomma ogni epoca ha gli pseudointellettuali che si merita, prima insulta gli elettori viterbesi e alcuni cittadini italiani in tutti modi e poi si presenta, non solo a Viterbo, e chiede loro il voto. E questo senza che nessuno, dico nessuno, della coalizione di cui fa parte, quella a sostegno di Frontini, dica nulla. Tutti genuflessi a quello che loro ritengono il taumaturgo dei mali viterbesi.
Insomma nessuno osa mettere in discussione il telefonista di Berlusconi futuro, allora, presidente della repubblica. Ve lo ricordate. È sempre lui, il buon Sgarbi nazionale. Senza riandare ad antiche questioni di un orologio e un libro, basta vedere le ultime dichiarazioni dell’”intellettuale” per riconoscerlo.
In provincia è facile diventare “intellettuali di vaglia”. Ma, tanto per essere pedagogici, un intellettuale è uno che rompe paradigmi e ne crea di nuovi. E non uno che approfitta del suo status per insultare i cittadini. Sono stati o sono intellettuali Vittorio Somenzi, Lucio Colletti, Carlo Cellucci, Giuseppe Badeschi, Michele Ranchetti. Marcello Baraghini. Lo confesso: ho studiato con questi maestri o sono stato loro amico, in alcuni casi. Dei giganti in confronto al “piccolo intellettuale” Sgarbi. Uno che sbraita sempre e non ragiona mai. Insulta a ruota libera. E usa le parole a vanvera.
Ma vediamo cosa dice l’”intellettuale” Sgarbi negli ultimi tempi.
“Viterbo è una città rozza”. “Poche città hanno una periferia più brutta, più selvaggia e più mafiosa di Viterbo…”. Domande al grande intellettuale: ha denunciato le realtà mafiose di cui parla? In caso negativo: ci spiega, se ci sono realtà mafiose vere perché non le ha denunciate?
La mafia è una cosa seria e le accusa generiche non fanno che rafforzarla. Se un cittadino afferma una cosa così grave deve avere in mano delle prove e denunciare. Quando si parla di mafia non si possono fare chiacchiere da bar.
E poi, sempre negli ultimi tempi c’è stato il duetto tra Sgarbi e l’attore Luca Barbareschi sui “froci”.
Nemmeno nell’Ottocento e nemmeno nel mio quartiere il Pilastro, un quartiere popolare, si usa più questa parola spregiativa e avvilente soprattutto per chi la pronuncia.
Lasciamo stare il politicamente corretto, che non mi affascina neppure un po’, ma qui stiamo parlando di cittadini italiani che vengono spregiati con protervia, con supponenza, senza nessun senso dello stato di diritto. Senza nessuna pietas, rispetto e attenzione per gli altri.
Io un personaggio del genere, uno Sgarbi non lo voterei neppure per fare il capo condomino. Ci son cose su cui non si può transigere e sono i diritti dei cittadini, il diritto a essere rispettati in primis.
E Sgarbi non ha nessun rispetto per molti cittadini italiani e viterbesi. Invecchiando è peggiorato.
Il valore dello stato di diritto ormai è o dovrebbe essere trasversale. Destra seria e sinistra si equivalgono, si spera. Il rispetto dello stato di diritto ha lasciato fuori solo il buon Sgarbi e il signor Barbareschi.
A Sgarbi e Barbarareschi qualcuno spieghi che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Pari dignità e non solo diritti. I cittadini italiani non si possono spregiare.
Lo dice la costituzione. La legge delle leggi.
Ma Sgarbi se ne frega altissimamente e ritiene che si possano spregiare dei cittadini italiani e chiamandoli “froci”.
A proposito: la leader Frontini che ne pensa di tutta questa roba?
Tutti tacciono dentro la vasta coalizioni di Chiara Frontini, che va da gente di sinistra all’estrema destra. Tutti tacciono.
Ultima cosa che accade in questa marca sperduta. Qualche tempo fa in questa città, senza che nessuno abbia detto nulla e nel silenzio complice, una donna, in politica da tempo e ben nota, è stata costretta a sporgere denuncia per stalking. Stiamo studiando le carte. E nei prossimi giorni vi spiegheremo cosa è stato denunciato e chi è stato denunciato. Ma i fatti sono gravissimi e si spera che chi di dovere stia operando in difesa di una donna e politica che si è vista costretta a denunciare. Costretta a cambiare abitudini e prassi di vita. Interessante sarà capire cosa pensano di questa gravissima faccenda le candidate sindache.
Come dire noi siamo dalla parte dei cittadini, “froci” e donne comprese, of course. Usiamo la parola “froci” per far capire a Sgarbi e alla sua leader di cosa si parla. Noi preferiamo il termine “cittadini” senza distinzioni. Cioè portatori di diritti inalienabili.
A presto.
Carlo Galeotti
