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Giove – (sil.co.) – Dà una spinta al parroco che lo sorprende mentre ruba in chiesa e scappa: “Essendo di colore, non pensavo fosse un prete”. E’ stato assolto.
Viterbese in trasferta tenta un furto in una chiesa del Ternano pochi giorni prima di Natale, ma alla vista del parrocco si dà alla fuga dopo averlo spintonato, abbandonando la refurtiva.
E’ accaduto a Giove il 13 dicembre 2018. In due buste della spesa, l’aspirante ladro aveva infilato 50 euro di generi alimentari destinati ai poveri della parrocchia di San Giovanni Battista.
Il tutto praticamente sotto gli occhi di don Andre, un sacerdote 48enne originario del Congo, alto, grande e grosso, la cui presenza statuaria, una volta sorpreso, lo ha convinto a mollare il bottino e a scappare a gambe levate, inseguito dal prete che aveva tentato di seminare sorprendendolo con una spinta.
A processo per tentata rapina davanti al tribunale di Terni è finito un 51enne residente nel capoluogo, nel quartiere di Santa Barbara. Giovedì l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato assolto, dopo avere fornito al giudice la sua versione dei fatti.
Sottolineando di avere posato le buste per terra ed essere scappato, il 51enne ha spiegato al giudice di non avere spinto nessun prete, o meglio che secondo lui al momento della fuga nella chiesa non c’era alcun sacerdote, ma solo un uomo di colore.
“Quando mi sono trovato davanti uno di colore tanto più grosso di me, non ho pensato che fosse il parroco, ma che fosse opportuno scappare via”, ha detto, spiegando che quel tentato furto di una manciata di generi alimentari pochi giorni prima di Natale era stato dettato da necessità.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


