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Viterbo – Il ballottaggio è al rush finale e ci sentiamo di fare delle richieste di impegni minimi alle due candidate. Il voto che andiamo a celebrare, vinca chi vinca, sarà storico per la città. Sarà storico perché una donna sarà sindaca per la prima volta. Fatto intrinsecamente importante. Culturalmente, politicamente e perfino antropologicamente importante. Lo avevamo detto già ad aprile: sarà una sfida tutta al femminile. È stato così. Solo politici che non annusano l’aria nuova della politica non l’avevano capito. E avevamo detto anche un’altra cosa: il ballottaggio sarebbe stato tra Alessandra Troncarelli e Chiara Frontini. E così è stato. Ma ci basavamo, questa volta, non sull’intuito politico ma sul sondaggio di Piepoli. Anche questo fatto storico. Per la prima volta un sondaggio serio. Anzi due. Non manovrati dall’eminenza grigia, per capirci.
Essendo una elezione storica chiediamo alle due candidate di sottoscrivere tre impegni semplici e chiari con gli elettori. Tre condizioni, lo diciamo, facili e semplici da rispettare. Ma che sono dei segnali sul piano economico, sul piano della parità dei diritti, sul piano della legalità minima.
Chiediamo di mantenere fede a tre impegni.
1 – Non aumentare il compenso della sindaca facendolo rimanere a livello attuale. Non portandolo cioè a poco meno di 10mila euro e lasciandolo a circa 4mila attuali. Comunque un bel compenso. Un segnale per chi non arriva alla fine del mese. Insomma non passare da 4mila 509 euro a 9mila 660 euro lordi al mese. Un sacrificio che verrà apprezzato dai cittadini. Soprattutto di questi tempi. Ci si lamenta sempre dei costi della politica e allora si inizi a dare un paradigmatico segnale.
2 – Almeno la metà della giunta devrà essere costituita da donne. Un segnale che conferma la svolta epocale politica. Un modo per far capire che finalmente anche questo soffitto di cristallo, glass ceiling come dicono gli anglosassoni, è stato frantumato. Un bel segnale per le vecchie e nuove generazioni.
3 – Nessun pregiudicato assessore e nessuna delega deve essere affidata a un pregiudicato.
Nessun pregiudicato nell’amministrazione e tanto meno in giunta. Una richiesta di legalità minima, che non dovrebbe neppure essere formulata. Perché è chiaro che chi ha condanne passate in giudicato, soprattutto se si tratta di reati contro lo stato, deve essere tenuto distante dalla gestione della cosa pubblica. Certamente ci sono donne e uomini capaci e competenti che non hanno precedenti. Non sono dei pregiudicati. Si tratta di una scelta tutta politica, ovviamente. Ma allo stesso tempo di legalità minima.
A memoria d’uomo mai un pregiudicato è stato nominato assessore a palazzo dei Priori.
Ecco chiediamo alle candidate sindaco di sottoscrivere questi impegni minimi di parità di genere, di legalità, di giustizia sociale.
Niente di impossibile. Tutto logico. Il minimo indispensabile. Ma veri segnali sociali e politici di forte rilevanza. Una cartina al tornasole per capire chi sono le candidate. Se hanno il coraggio e la stoffa per governare la città. Un modo per aggiungere a un cambiamento epocale altre scelte radicali, che tutti possono capire e valutare.
Carlo Galeotti
