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Stupro al pub, caccia agli “haters” che se la sono presa coi difensori

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Gli avvocati Giovanni Labate e Valerio Mazzatosta all’uscita dal tribunale di Viterbo

Stupro di gruppo al pub – I difensori Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate presi di mira dagli haters assieme al collega Domenico Gorziglia


 Viterbo –  “Avvocati di merda, dovete finire in carcere”. Nella fattispecie gli avvocati sono tre penalisti e più in generale l’intera categoria, “esposta al pubblico ludibrio e al pubblico disprezzo”, secondo i colleghi della camera penale “Ettore Mangani Camilli” di Viterbo.

E’ ancora lo stupro di gruppo al pub di Casapound. Ebbene, è arrivato il no del tribunale di Viterbo alla richiesta di archiviazione della querela per diffamazione aggravata contro ignoti presentata il 5 luglio 2019 dal presidente della camera penale Roberto Alabiso contro gli “haters” che si sono scagliati con commenti dai contenuti offensivi e minatori contro i difensori Marco Valerio Mazzatosta, Domenico Gorziglia e Giovanni Labate sulle pagine Facebook di Tusciaweb e TgCom24.

Erano i giorni immediatamente successivi all’arresto, attuato il 29 aprile 2019, dei due militanti di estrema destra ventenni, poi condannati in via definitiva a 2 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione, per avere violentato e filmato una 39enne, in stato di semicoscienza a causa di un mix di farmaci e alcol, all’interno del pub di piazza Sallupara, chiuso al pubblico ma di cui avevano le chiavi, la notte tra l’11 e il 12 aprile di tre anni fa. 

Lo scorso 8 giugno l’avvocato Andrea Miroli, presidente della camera penale di Civitavecchia, ha discusso l’opposizione alla richiesta di archiviazione dei penalisti viterbesi davanti alla gip Savina Poli, che il 13 giugno ha sciolto la riserva, disponendo un tempo di sei mesi per effettuare ulteriori indagini.


Roberto Alabiso

Roberto Alabiso


“Tutta l’avvocatura parte offesa”

“Siamo molto soddisfatti che siano state accolte tutte le nostre eccezioni, obiezioni e istanza, che tutta l’avvocatura penalista sia stata individuata come parte offesa e che il gip ritenga che ci siano gli estremi per identificare i responsabili affinché non restino ignoti”, commenta il presidente Alabiso. 


Sei mesi per identificare gli “haters”

“Il gip nell’ordinanza invita la procura a svolgere tutte le indagini necessarie, anche tecniche, eventualmente avvalendosi della polizia postale – spiega – al fine di individuare e iscrivere nel registro delle notizie di reato gli autori dei commenti diffamatori, per una più compiuta valutazione della vicenda”. 


Gli avvocati Roberto Alabiso, Andrea Miroli, Marco Russo e Andrea Racioppa

Gli avvocati Roberto Alabiso, Andrea Miroli, Marco Russo e Andrea Racioppa


“Una vera e propria aggressione”

“Noi riteniamo –ricorda ancora Alabiso – che le affermazioni contenute nei post non possano rientrare nell’alveo dell’esercizio del diritto di critica in quanto devono essere sussunte in un’aggressione verbale inutilmente umiliante nei confronti dei difensori e di tutta l’avvocatura, che ne è uscita a pezzi, colpita nel suo complesso da offese e ingiurie”.


“Il difensore non è un fiancheggiatore”

“La gravità del fatto – torna a dire – è stata quella di non ritenere gli avvocati, e questa è la cosa che più ci preme sottolineare, cosa diversa dal proprio assistito. Nella narrazione purtroppo si commette questo errore grandissimo, e cioè che l’avvocato sia il fiancheggiatore dell’imputato. Non è così nella maniera più assoluta. L’avvocato è un cultore dei diritti degli imputati, che sono due cose totalmente diverse”.


Domenico Gorziglia

Domenico Gorziglia


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