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“Stupro al pub, difensori aggrediti, umiliati e esposti al pubblico ludibrio dagli haters”

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Old Manners

L’ingresso dell’ex pub Old Manners dove è avvenuto lo stupro


Viterbo – “Dico a giudici e avvocati vi auguro di cuore che possa capitare ai vostri cari di fare la fine delle migliaia di ragazze violentate… e perché no uccise…ve lo auguro proprio”. E’ uno dei commenti degli “haters” contro i difensori dei due ventenni arrestati nell’aprile 2019 per lo stupro al pub di Casapound in piazza Sallupara. 

Il presidente della camera penale di Viterbo, Roberto Alabiso, l’ha voluto leggere davanti alla gip Savina Poli durante l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione della procura della denuncia per diffamazione aggravata presentata a suo tempo dai penalisti del capoluogo. Nel mirino degli odiatori da tastiera, solo per il loro ruolo di difensori dei due imputati, gli avvocati Giovanni Labate, Marco Valerio Mazzatosta e Domenico Gorziglia.

Era la primavera di tre anni fa. Contro i tre penalisti viterbesi si scatenò una lunga onda di odio sulle pagine Facebook di Tusciaweb e TgCom24: “Spero che stuprino le mogli degli avvocati”, “Dovete finire in carcere insieme a loro finché non morite”, “Vorrei vedere se si tratta della figlia del giudice e dell’avvocato”, “Fate solo schifo e questo ti porta a fare giustizia da soli”, “Quando è evidente che gli avvocati fanno largo abuso di droghe”, “In galera anche voi”, “Questi avvocati vanno condannati sono tutti venduti”, “Avvocati di merda papponi”, “Dico a giudici e avvocati vi auguro di cuore che possa capitare ai vostri cari di fare la fine delle migliaia di ragazze violentate… e perché no uccise…ve lo auguro proprio”.

Eppure, a distanza di un anno, nel 2020, la procura ha chiesto l’archiviazione della denuncia-querela. Ieri la giudice per le indagini preliminari Poli si è riservata, dopo avere sentito le ragioni della camera penale di Viterbo, parte offesa, difesa dall’avvocato Andrea Miroli, presidente della camera penale di Civitavecchia. 


Gli avvocati Roberto Alabiso, Andrea Miroli, Marco Russo e Andrea Racioppa

Gli avvocati Roberto Alabiso, Andrea Miroli, Marco Russo e Andrea Racioppa fuori dell’aula 1


All’udienza erano presenti, oltre al difensore Miroli, il presidente della camera penale Alabiso, che per l’appunto ha preso brevemente la parola per sottolineare la gravità dell’accaduto dando lettura di uno delle decine di commenti aventi lo stesso tenore, nonché i consiglieri Marco Russo e Andrea Racioppa.

Tutti indossavano la toga, nonostante la non obbligatorietà nelle udienze in camera di consiglio, per sottolineare e dare spessore al ruolo dell’avvocatura nella difesa di tutti i cittadini alle prese con problemi giudiziari. Che siano essi imputati o parti offese.

 


Domenico Gorziglia

Tra le parti offese l’avvocato Domenico Gorziglia


“Noi riteniamo – spiega l’avvocato Andrea Miroli – che le affermazioni contenute nei post siano certamente diffamatorie e che non possano rientrare nell’alveo dell’esercizio del diritto di critica in quanto devono essere sussunte in un’aggressione verbale inutilmente umiliante nei confronti dei difensori”.

“I difensori – sottolinea il legale – sono stati esposti al pubblico ludibrio, proprio quello che dice la cassazione per ritenere sussistente il reato diffamatorio, quindi a nostro giudizio il giudice non può che accogliere l’opposizione alla richiesta di archiviazione”.

“La gravità del fatto – ci tiene a ribadire il penalista civitavecchiese – è stata quella di non ritenere gli avvocati, e questa è la cosa che più ci preme sottolineare, cosa diversa dal proprio assistito. Nella narrazione purtroppo si commette questo errore grandissimo, e cioè che l’avvocato sia il fiancheggiatore dell’imputato”.

“Non è così nella maniera più assoluta. L’avvocato è un cultore dei diritti degli imputati, che sono due cose totalmente diverse”, la conclusione.


Tribunale - Da sinistra: Roberto Alabiso, Giovanni Labate e Andrea Miroli

Tribunale – Roberto Alabiso, Giovanni Labate e Andrea Miroli prima dell’udienza


Vittime degli “odiatori” per avere difeso gli imputati.

Gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta, Giovanni Labate e Domenico Gorziglia hanno difeso i due imputati (un viterbese e uno di Vallerano, all’epoca militanti di estrema destra, che hanno oggi 24 e 22 anni) condannati in via definitiva a 2 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione per stupro di gruppo. 

Entrambi furono arrestati il 29 aprile 2019 per avere violentato e filmato una donna oggi 39enne, in stato di semincoscienza a causa di un mix di farmaci e alcol, all’interno del circolo di CasaPound di piazza Sallupara la notte tra l’11 e il 13 aprile di tre anni fa.

Il caso ebbe una immediata risonanza mediatica a livello nazionale. Già il giorno successivo all’arresto, fu diffuso un comunicato del consiglio direttivo della camera penale di Viterbo, in cui si prendeva atto delle “continue e gravissime offese indirizzate ai difensori degli indagati, i quali stanno soltanto svolgendo in modo professionalmente egregio il ruolo di difensori, così come sancito dalla carta costituzionale e dal codice deontologico dell’attività forense: nessuno e per nessuna ragione al mondo può permettersi di minacciare ed offendere chi sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro anche in una questione molto delicata come quella che ci occupa”.

“Solidarietà assoluta ai colleghi impegnati nella vicenda di cui trattasi, per quanto avvenuto e dichiarato da terze persone al di fuori del contesto procedurale. In questa ottica ci si augura una soluzione processuale in tempi relativamente brevi e compatibili con gli incombenti da svolgere, che consenta a chi ne ha diritto una lettura imparziale dell’accaduto e preveda sanzioni non esemplari e dettate dalla opinione pubblica, ma secondo i rigorosi canoni della legge penale in vigore nel nostro Paese”.

Silvana Cortignani


Articoli: “Stupro al pub di Casapound, solidarietà ai difensori minacciati dagli haters” – Stupro al pub di Casapound, no all’archiviazione delle minacce online contro i difensori degli imputati


Gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate (a destra)

Stupro di gruppo al pub – I difensori Mazzatosta e Labate presi di mira col collega Gorziglia nei giorni in cui il caso è esploso a livello nazionale


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