Viterbo – “Sì a una giunta metà donne e metà uomini”. A rispondere questa volta è la candidata sindaca Alessandra Troncarelli che domenica prossima affronterà Chiara Frontini al ballottaggio per la carica di prima cittadina.
Il patto con gli elettori è stato invece proposto alle candidate dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Tre i punti previsti dal patto: parità di genere, legalità e giustizia sociale.
Alessandra Troncarelli
Il primo impegno chiesto alla candidata. Non aumentare il compenso della sindaca facendolo rimanere a livello attuale. Non portandolo cioè a poco meno di 10mila euro e lasciandolo a circa 4mila attuali. Comunque un bel compenso. Un segnale per chi non arriva alla fine del mese. Insomma non passare da 4mila 509 euro a 9mila 660 euro lordi al mese. Un sacrificio che verrà apprezzato dai cittadini. Soprattutto di questi tempi. Ci si lamenta sempre dei costi della politica e allora si inizi a dare un paradigmatico segnale.
La risposta di Alessandra Troncarelli. “Manterremo il livello degli stipendi attuali. L’obiettivo di un governo cittadino non è e non deve essere lo stipendio, ma servire Viterbo”.
Alessandra Troncarelli
Il secondo impegno chiesto alla candidata. Almeno la metà della giunta dovrà essere costituita da donne. Un segnale che conferma la svolta epocale politica. Un modo per far capire che finalmente anche questo soffitto di cristallo, glass ceiling come dicono gli anglosassoni, è stato frantumato. Un bel segnale per le vecchie e nuove generazioni.
La risposta di Alessandra Troncarelli. “Rispetteremo il criterio di una giunta composta per metà da uomini e per metà da donne. E’ una questione di giustizia”.
Il terzo impegno chiesto alla candidata. Nessun pregiudicato assessore e nessuna delega deve essere affidata a un pregiudicato. A memoria d’uomo mai un pregiudicato è stato nominato assessore a palazzo dei Priori.
La risposta di Alessandra Troncarelli. “Assolutamente nessun pregiudicato in giunta”.
Daniele Camilli
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