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Viterbo – “Un assessorato, un assessorato… per i miei voti!”, sembra che Mauro Rotelli, leader di FdI, vada in giro gridando per le vie della città. Sperando che chi deve intendere intenda (la zarina di tutte la Tuscie Chiara Frontini). La frase è un brutto calco di Shakespeare che fa dire a Riccardo III: “A horse! A horse! My kingdom for a horse!”. Frase degna non solo di Shakespeare ma anche di Dio, se c’è. Ma noi Shakespeare non ce lo possiamo permettere e ci succiamo Mauro Rotelli.
Questa provincia deve essere scarognata. Non ci possiamo permettere intellettuali veri e ci tocca Sgarbi. Però, in effetti, vuoi mettere lo spettacolo con Sgarbi che chiama l’assessore alla cultura in pectore “ah frocione”. Uno spettacolo, contenti loro contenti tutti. Se dovesse mai vincere Frontini le riunioni di giunta saranno uno spettacolo.
Magari con qualcuno dei sedicenti esperti del nulla che spaccia il piatto toscano dell’acquacotta come piatto tipico della Tuscia. Ma questo passa il convento della zarina di tutte le Tuscie, che neppure è stata eletta e già ci ha scomunicato.
Pensate cosa farà in comune, con i funzionari e impiegati: defenestrati al primo pio di dissenso. Come dire: già ha fatte le liste di proscrizione e neppure è stata eletta? Tempi duri per chi ha a che fare col comune. Noi siamo felici di non aver nulla a che fare con questo ente. Neppure i patrocini, che non si negano a nessuno, chiediamo più da anni.
Ma torniamo a bomba: qual è l’ipotesi di accordo FdI – Frontini? Facciamo un esercizio di concretissima fantapolitica. Sempre che sia ancora permesso in questo contado ragionar di politica. E di ipotesi politiche. Ovviamente siamo prontissimi a raccogliere dichiarazioni chiare e non nebulose di negazione di questa ipotesi di cui abbiamo una decina di indizi e prove. Che snoccioleremo, se qualcuno le vuol vedere. Ora sarebbe troppo lungo. Una ipotesi di cui parlano tutti, in realtà.
In ballo ci sarebbe un assessorato importante, c’è chi dice due, ma il secondo è solo fittizio e serve, sembra, a tenere buona Laura Allegrini (sarebbe la seconda assessora) e farla votare Frontini. Ma insomma Allegrini è donna intelligente e dopo che è stata, al di là dell’impegno di Giorgia Meloni, magramente sostenuta dal suo stesso partito, non si farà fregare una seconda volta.
Dicevamo dell’assessorato. Si tratta dell’assessorato ai servizi Sociali che dovrrebbe andare a Antonella Sberna, sbarcata da poco in FdI. E campionessa di consensi.
Se stanno così le cose, e tutto fa pensare che stiano così, il gioco politico è fatto. Basta leggere l’intervista di Rotelli, che con una triangolazione invita a votare Frontini, e i comunicati del comitato Frontini e le dichiarazioni della stessa Frontini che dall’inizio del ballottaggio non fa che dichiarare la propria volontà di dialogo con chi è fuori dalla tenzone.
Quindi dialogo. E che si fa se si dialoga, lo si fa per raggiungere accordi. Politici. Non collegamenti formali che non farebbero che diminuire il numero di consiglieri della maggioranza. Insomma storia identica a Rossi con MIchelini. Ragionamento politico non sciocco. Se faccio un collegamento i consiglieri rimangono 20 e Frontini ne perde un po’, sempre in caso di vittoria. In questo modo invece la maggioranza arriva a 23. Se si vince. Calcolo politico giusto.
La strategia politica di Rotelli è lineare come una palla di biliardo che fa carambola. Ma mirabile politicamente. Machiavelli gli fa un baffo…
Con i due sedicenti assessorati, tiene buona Allegrini e si assicura tante altre cose. Sempre che Frontini faccia l’accordo e soprattutto si attenga all’accordo.
Quella di Rotelli è una carambola a tre sponde.
Sponda uno. Si assicura un assessorato strategico che produce voti come fossero rose a primavera. Quello ai servizi sociali.
Seconda sponda. Daniele Sabatini può venir candidato a consigliere regionale. E l’appoggio di Frontini può essere utile. Non basta: alle politiche, Frontini dovrebbe pagare la cambiale politica, appoggiando la candidatura Rotelli. Debbo dire, sarà la vecchiaia politica, ma il disegno di Rotelli è logico, brillante e razionale. Non basta, fa parte del mestiere di politico. Come dire: bravo!
Sarà pure un po’ di destra e molto di destra, ma, non ditelo agli utili zimbelli di sinistra che appoggiano Frontini, questo è il suo mestiere. E lo sa fare. Hai voglia se lo sa fare. L’amicizia con Ugo Sposetti, che politicamente non è un dilettante, deve aver dato i suoi frutti.
Come dire: ammirazione per l’architettura politica. Machiavelli, studia! E impara!
Ma non basta. Veramente Machiavelli deve solo tacere e studiare sui testi di Mauro Rotelli.
Terza sponda. Infatti se Sberna diventa assessora, che succede tra gli eletti? Entra Grancini. Abbastanza incazzato di non essere stato eletto subito. Rotelli accontenta anche lui. Un genio politico.
Ah dimenticavo il secondo assessorato che serve solo a tener buona Allegrini, fa pure entrare, udite udite, Marco De Carolis. Come dire un mago delle politiche culturali. Quanto meno lo fa muovere per raccogliere voti.
Il genio politico è genio politico. Secondo bravo a Rotelli.
Fin qui Rotelli fa il suo mestiere. E dimostra di saperlo fare.
Per Frontini non è la stessa cosa. Fare questo accordo vuol dire tradire i suoi elettori. Vuol dire tradire la sua più volte asseverata “civicità”. E quei geni, sedicenti di sinistra, che stanno portando acqua alla destra? Gramsci si rigirerà nella tomba. Tanta scioccheria politica non s’era mai vista.
Giustificazione dell’intera operazione di strategia politica: il potere per il potere. Semplice. Nulla di civico. Nulla di politicamente coerente.
La zarina questo sa fare. Nonostante i consigli dei suoi esperti.
Machiavelli può fare sonni tranquilli. Niente da imparare da questa politichetta.
E a nulla vale che gli accordi, badate bene, non saranno onorati in prima battuta. La prima giunta potrà essere con assessori “civici”. Ma poi arriverà Sberna o chi per lei. Tra qualche mese. Sempre se c’è la vittoria. Semplice.
Non mi venite a rompere poi che le cose non sono andate come pensavate.
Al brillante Rotelli, un solo consiglio: se fa un accordo lo faccia su carta e dal notaio. Visti i tempi…
E ho detto tutto. Come diceva il grandissimo Peppino al grande Totò.
Come dire, quel che dovete sapere lo sapete. Non precipitatevi a chiedere la cittadinanza a Vitorchiano. Ancora potete votare per poter scongiurare le proscrizioni. Scherzo ovviamente.
E che Socrate ci perdoni.
Carlo Galeotti
