Viterbo – “Vogliamo essere l’alternativa al blocco di potere che gestisce Viterbo da decenni”. Paolo Ferrero l’altra sera è intervenuto a piazza del Gesù a sostegno di Carlo D’Ubaldo, candidato sindaco di Sinistra per Viterbo.
“L’appoggio a Carlo e alla lista – ha commentato il vice presidente di Sinistra europea Ferrero – serve perché Viterbo ha bisogno di un’alternativa. Qui la scelta tra centrodestra e centrosinistra è una scelta tra simili e non si capiscono quali sono le differenze. Noi vogliamo essere l’alternativa al blocco di potere che gestisce Viterbo da decenni. Un blocco di potere che non ha permesso alla città di sviluppare le sue potenzialità”.
“Serve un’alternativa – ha poi aggiunto Ferrero -. Per rimettere al centro la partecipazione della gente e valorizzare l’enorme patrimonio di Viterbo, rendendo la città più vivibile di come è. Non vogliamo fare le grandi opere, come ad esempio l’aeroporto, ma curare la città e proporre servizi che funzionano per i cittadini che ci devono vivere”.
La serata è stata accompagnata dal concerto di Araceli-Iacopini 4Tet e da una performance dell’attore Pietro Benedetti. Attorno piazza del Gesù con la fontana e la chiesa di San Silvestro. Domenica prossima le elezioni comunali che decideranno, probabilmente al ballottaggio, il nuovo sindaco di Viterbo dopo la fine anticipata della giunta Arena e un commissarimaneor di 6 mesi.
Viterbo – Paolo Ferrero e Carlo D’Ubaldo
“E’ stata una campagna elettorale difficile – ha esordito Carlo D’Ubaldo – perché è stato perfino difficile esprimere il nostro progetto e avere un confronto tranquillo con gli altri candidati e e le loro proposte di città. Noi abbiamo un’idea particolare di città. Partendo dai difetti di Viterbo, vogliamo costruire un’alternativa a questa amministrazione troppo lontana dai problemi dei cittadini”.
Le prime emergenze da affrontare. “Crisi economica successiva alla pandemia e disoccupazione – risponde D’Ubaldo – queste sono le prime cose da affrontare nell’immediato. E il comune lo può fare portando avanti un lavoro di trasparenza sui bilanci delle partecipate e rivalutando il sistema delle tasse comunali e dei risparmi. A partire dall’acqua. E’ impensabile che il comune di Viterbo spenda 4 milioni e 700 mila euro. Come Torino, che però ha 800 mila abitanti e non 67 mila. C’è evidentemente qualche cosa che non va”.
Viterbo – L’incontro con Carlo D’Ubaldo e Paolo Ferrero
Un’altra cosa da fare subito per D’Ubaldo è “la comunità energetica rinnovabile, mettendo il fotovoltaico sui tetti degli edifici pubblici. Abbiamo a disposizione 15 mila metri quadrati di tetti, quindi la possibilità di installare 15 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici, evitando lo scempio che sta avvenendo in alcuni punti della campagna viterbese”.
Roberta Leone
“Dopodiché, sempre tra le cose da fare subito, va istituito un tavolo sull’economia viterbese chiamando associazioni e parti sociali a farne parte. Così come, da subito, va chiarito che l’acqua è un bene pubblico e come tale deve assolutamente restare, visto anche che i cittadini viterbesi pagano bollette che con poco margine di dubbio sono le più alte di tutta la regione”.
In piazza ci sono anche la segretaria provinciale di Rifondazione comunista Roberta Leoni, Paola Celletti del comitato Non ce la beviamo, Loredana Fraleone, Piero Arcangeli di Rifondazione.
Gli interventi più importanti da realizzare sul medio periodo per Carlo D’Ubaldo riguardano il piano regolatore generale e il centro storico. “A Viterbo – spiega il candidato sindaco – da quarant’anni manca la programmazione urbanistica. E questo si vede dagli squilibri che sono stati fatti dal punto di vista abitativo, commerciale e della vivibilità”.
Carlo D’Ubaldo
“Per quanto attiene il centro storico, in tal caso dobbiamo innanzitutto partire dal presupposto che non stiamo parlando di un ballo in maschera. Il centro storico non è un ballo in maschera. Ed è da questo concetto che poi dobbiamo riportare a viverci cittadini e studenti. Solo così sarà possibile risollevarlo e rilanciarlo. I turisti non vengono solo per la bellezza del centro ma per vivere una città a misura d’uomo dove i valori culturali, sociali ed economici sono al centro di tutto. E’ così che i piccoli centri riescono a far ripartire la propria economia. Ricostruendo quel senso di comunità che la pandemia prima e la crisi economica adesso stanno ulteriormente distruggendo”.
Viterbo – L’incontro con Carlo D’Ubaldo e Paolo Ferrero
“C’è bisogno di ridisegnare la città – ha concluso Carlo D’Ubaldo -. E questo lo si fa scolando il territorio e le sue necessità, elaborando e realizzando un progetto urbano che abbia luoghi di incontro, parchi, giardini ed edifici pubblici destinati alla cultura. Limitarsi solo alle deroghe o pensare di eliminare vincoli archeologici è semplicemente folle”.
Infine il secondo turno. Cosa farà Sinistra per Viterbo se Carlo D’Ubaldo non dovesse andare al ballottaggio? “Noi abbiamo chiesto il voto seguendo un programma – ha risposto il candidato sindaco -. E i nostri elettori sono abbastanza maturi per fare una scelta autonoma. Noi non siamo padroni del voto”.
Daniele Camilli




