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Viterbo – (sil.co.) – Imprenditore arrestato per bancarotta fraudolenta in concorso, oggi l’interrogatorio di garanzia di Maurizio Capoccetti.
L’imprenditore viterbese 57enne è iscritto nel registro degli indagati assieme ad altre tre persone, tra cui due cugini e il presunto prestanome Antonio Glorioso, un pregiudicato 52enne anche lui ai domiciliari col braccialetto dal 14 luglio su disposizione del gip Gaspare Sturzo del tribunale di Roma.
Capoccetti, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio, potrà lasciarsi interrogare dal giudice per le indagini preliminari che ha disposto la misura di custodia cautelare su richiesta della procura capitolina, che sta indagando sul fallimento della Macaf Trading srl del Poggino del 2018, oppure limitarsi a rilasciare spontanee dichiarazioni o avvalersi della facoltà d non rispondere.
“Alla luce dei documenti del fascicolo del pm depositati, valuteremo se rispondere o no, riservandoci di valutare il ricorso al riesame”, ha anticipato nei giorni scorsi l’avvocato Di Silvio, dicendosi pronto a dare battaglia
“Il fallimento che origina i fatti in contestazione riguarda una società che è del tutto estranea alla Capoccetti Espresso. La Capoccetti Espresso srl, società operante che serve numerosissimi clienti con serietà e professionalità, continua a mettere a disposizione la sua competenza e la sua dedizione”, ha quindi tenuto a precisare il legale.
La prima richiesta di misura cautelare per il crac della Macaf Trading srl è stata depositata dal pm il 22 giugno 2021 e integrata una prima volta il 24 giugno 2021, poi il 7 marzo 2022 e lo scorso 16 maggio per tutti e quattro gli indagati.
Capoccetti, dal 1996 al 2004, risulta amministratore unico della Macaf srl, presidente del cda dal 2004 al 2011, amministratore di fatto dopo la contestata cessione fittizia a Antonio Glorioso fino al fallimento del 19 luglio 2018.
Secondo quanto emerso finora avrebbero “omesso sistematicamente di pagare i tributi dovuti all’erario, imposte, tasse, diritti camerali, contributi previdenziali ed assicurativi, Iva, Ires e Irap, a far data dall’anno 1999 e fino alla data del fallimento”.
Per un importo complessivo “pari a euro 1.246.623,28 di cui euro 93.273,68 ammessi nello stato passivo”, cagionando e concorrendo a cagionare “con dolo e per effetto anche delle operazioni dolose” il fallimento della società Macaf Trading srl, “con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e commesso più fatti di bancarotta fraudolenta”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

