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“Il biodistretto allontana gli agricoltori da questo ente”

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Fabrica di Roma - La sede del comune

Fabrica di Roma – La sede del comune

Fabbrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 08/07/22 il Biodistretto della via Amerina, ha organizzato un “seminario tecnico/pratico sulla gestione ecosostenibile dei noccioleti e dei castagneti”, presso la sala mostre del comune di Fabrica di Roma.

Argomento interessantissimo di grande appeal per le aziende agricole ma organizzato da una associazione che non fa niente per attrarle.

Se pensiamo al ruolo di un Biodistretto dovremmo pensare ad una organizzazione a servizio del territorio e degli agricoltori, vicina alle problematiche delle aziende agricole e protesa allo sviluppo e alla promozione delle sue tipicità e dei suoi prodotti.

Purtroppo questo non accade e l’ostilità mostrata dal biodistretto a vari livelli nei confronti della nostra categoria allontana sempre di più noi agricoltori da questo ente.

Da agricoltore mi sarei aspettato dal biodistretto una gestione costruttiva della promozione del territorio e della sua realtà agricola. Mi sarei aspettato la creazione di marchi territoriali come DOP, IGT, IGP, DOC, avrei auspicato un serio programma di finanziamenti per la ricerca di soluzioni praticabili per la lotta alla cimice, avrei voluto che la Nocciola fosse considerata per quello che in realtà è il Prodotto di eccellenza della Tuscia, non il problema.

Avrei messo a disposizione dei fondi di compensazione per queglli agricoltori disposti a sperimentare nuove tecniche, al fine di recuperare quel reddito che avrebbero potuto perdere qualora le sperimentazioni fossero risultate inefficaci. Avrei spinto verso le soluzioni di coltivazione biologica non per decreto legge, ma dialogando con le tantissime aziende agricole del Territorio e cercando con loro soluzioni comuni!

Purtroppo questo non è accaduto e la latitanza delle aziende agricole agli eventi del biodistretto ne è il sintomo più evidente. Ancora brucia la ferita che ha subito la Tuscia, la sua immagine e la sua economia con la famigerata puntata di Report sulla corilicoltura. Ci aspettavamo che in quel servizio il biodistretto prendesse le difese del territorio e promuovesse le nostre eccellenze, sarebbe stata l’occasione per rinsaldare i rapporti tra l’ente e i suoi naturali primi interlocutori, gli agricoltori.

Per questo, come presidente di un’associazione che già raggruppa circa duecento aziende, chiedo alle amministrazioni che compongono il biodistretto, al suo presidente, al suo consiglio di amministrazione di iniziare a creare le condizioni di per un dialogo costruttivo col fine di lavorare, finalmente, al benessere e al progresso della Tuscia.

A.S.T.A. (Associazione spontanea di tutela agricola) Il presidente Fernando Monfeli


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