Viterbo – Giacomo Barelli e Filippo Rossi
Viterbo – “Appena verrà approvato il piano di rientro mi dimetto dalla presidenza della Fondazione Caffeina”. A parlare è Filippo Rossi fondatore, assieme ad Andrea Baffo, del festival Caffeina svoltosi a Viterbo dal 2006 al 2019.
Questa mattina la conferenza stampa nello studio dell’avvocato della fondazione Caffeina, Giacomo Barelli, in via Genova a Viterbo.
“A metà luglio verrà consegnato il piano di esdebitamento in tribunale – ha precisato Rossi –. Se il tribunale accetta, inizierà la seconda fase: un piano quinquennale, fase durante la quale verranno pagati tutti i debiti previsti. A quel punto, una volta avviato l’esdebitamento, mi dimetterò dalla presidenza”.
“Dopo due anni di silenzio – ha poi proseguito Rossi – anni faticosi per l’Italia a causa della pandemia, sento il dovere di spiegare qualcosa. Altrimenti sembra che la fondazione Caffeina, che mi onoro di presiedere dal gennaio 2020, sia il male assoluto della città”.
Viterbo – Giacomo Barelli
A ricostruire il percorso che ha portato al piano di esdebitamento è Giacomo Barelli.
”Dal 2020 Rossi è diventato presidente della fondazione – ha spiegato Barelli –, successivamente la fondazione è riuscita a convocare un direttivo. Questo nell’ottobre 2020. Direttivo durante il quale è stato dato mandato a Rossi di tentare la procedura di esdebitazione prevista dalla legge numero 3 del 2012 che si rivolge a soggetti che non sono sottoposti a procedura di fallimento”.
“Dopo quella riunione abbiamo messo in piedi un lavoro serio per aderire all’esdebitamento. Il lavoro preparatorio per presentare i documenti all’organo di gestione della crisi del tribunale, che nomina un gestore della stessa, è stato piuttosto lungo, perché ha comportato tutto un lavoro sulla contabilità. Un lavoro che ha portato, dopo 6 mesi, a formulare istanza di adesione alla procedura di esdebitamento. Istanza depositata in tribunale l’8 giugno dell’anno scorso. A quel punto è stato nominato un gestore per accompagnare il percorso. Il gestore nominato dal tribunale è il commercialista Giancarlo Puri. Con lui abbiamo iniziato un percorso per la seconda fase, cioè capire se ci sono i requisiti per l’esdebitamento e se Caffeina è in grado di presentare un piano di rientro mediante l’offerta di determinate cifre ai creditori”.
Viterbo – Filippo Rossi
“Il gestore – ha aggiunto Barelli – ha poi informato i creditori dicendogli di precisargli il credito. Un mese fa sono arrivate le comunicazioni. I creditori hanno risposto permettendo di ricostruire lo stato passivo”. Uno stato che dovrebbe riguardare circa “una sessantina di creditori è una cifra che si dovrebbe aggirare tra i 300 e i 400 mila euro”.
“A metà di questo mese il tribunale dovrà avviare il percorso per decidere se accettare la proposta di esdebitamento. In caso positivo si dà l’avvio a un piano quinquennale di rientro. Fondamentale anche l’ok, a maggioranza assoluta, da parte dei creditori che dovranno esprimersi. Una volta superato questo passaggio la fondazione potrà anche riprendere a lavorare. In caso di esito negativo si provvederà invece alla liquidazione della fondazione”.
Per ottenere l’ok o il diniego da parte del tribunale ci vorranno alcuni mesi. “Una decisone prevista – ha commentato Barelli – tra settembre e dicembre”.
“Non sono scappato e non mi sono nascosto – ha sottolineato Rossi –. Nel momento in cui ho deciso di proporre la mia presidenza sapevo benissimo quello cui andavo incontro. Senza scappare. Potevo dire che non c’entravo nulla perché non prendevo decisioni. Ma per assoluto rispetto verso tante persone che hanno creduto in Caffeina, ho deciso di metterci la faccia. E questo non significava parlare al vento o rispondere alle polemiche”.
“Abbiamo lavorato per salvare una storia. Il marchio Caffeina è ancora utile alla città. Era fondamentale mantenerlo vivo, mettendolo a disposizione per iniziative di altri soggetti imprenditoriali. Per proseguire la storia di Caffeina, riprendere a lavorare e far fronte a tutti i debiti previsti”.
Daniele Camilli


