|
|
Civitavecchia – Dopo il via libera alla Via da parte della regione Lazio, è sempre più dritta la strada che porta alla realizzazione del biodigestore a Civitavecchia. I comitati e il comune storcono il naso, ma il proponente spiega perché quello che nascerà in zona industriale, nella località Monna Felicita, sarà un progetto in grado di cambiare in meglio la gestione rifiuti sul territorio. “L’impianto di Civitavecchia è di ultima generazione e in ottica di economia circolare trasforma il rifiuto umido e il verde proveniente da potature, in biogas che è un combustibile gassoso rinnovabile, e in compost, ovvero un fertilizzante per l’agricoltura” spiega il presidente di Ambyenta Lazio Giancarlo Giolitti.
“Il processo di trasformazione si basa su un ciclo di fermentazione assolutamente naturale che prende il nome di digestione anaerobica. La localizzazione dell’impianto, in un contesto industriale, nei pressi dello svincolo della strada statale Aurelia e a quattro chilometri dal centro di Civitavecchia è stata individuata nell’ottica di minimizzare gli impatti sul territorio del traffico veicolare, che peraltro sarà contenuto con il transito di non più di 10-15 mezzi pesanti ogni giorno” aggiunge Giolitti.
A Civitavecchia però comitati e ambientalisti restano sull’attenti in chiave ambientale. Il comune invece è pronto a fare ricorso al Tar contro la decisione della regione. Ma secondo la società, l’impatto del biodigestore sarà estremamente positivo, non solo sul piano ambientale. “La trasformazione dei rifiuti organici avviene attraverso processi biologici naturali che non generano impatti dannosi sull’ambiente. Inoltre, da questa trasformazione derivano tre risorse di alto valore ambientale: il biometano, utile alla decarbonizzazione per esempio dei trasporti pesanti, l’anidride carbonica che viene liquefatta e riutilizzata in altri cicli produttivi e il compost, un fertilizzante naturale che può sostituire i concimi chimici. L’impianto inoltre renderà completamente autosufficiente il comune di Civitavecchia nel recupero e riciclo dei propri rifiuti urbani portando risparmi significativi rispetto ai costi attualmente sostenuti dalla cittadinanza. Infine ci saranno ricadute occupazionali positive grazie al coinvolgimento di imprese locali nella realizzazione e successiva gestione dell’impianto”.
Pierluigi Cascianelli
