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“Non serve una fiducia di facciata ma un nuovo patto, siete pronti?”

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Roma – Le comunicazioni al senato del premier Mario Draghi. La crisi arriva alla svolta, in serata potrebbe esserci il voto di fiducia e giovedì si replica alla camera. Aprendo il dibattito al senato, Draghi ha ricordato le dimissioni presentate al capo della stato Mattarella, e che il presidente ha respinto, invitandolo a presentarsi al parlamento. 

“Giovedì ho rassegnato le mie dimissioni, questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale – ha spiegato Draghi – che ha appoggiato questo governo fin dalla sua nascita. Il presidente della repubblica ha respinto le mie dimissioni e mi ha chiesto di informare il parlamento di quanto accaduto, scelta che io ho condiviso.

Le comunicazioni di oggi mi permettono di spiegare a voi le ragioni di una scelta tanto sofferta quanto dovuta”.

Nel suo intervento, il premier è chiaro: “All’Italia non serve una fiducia di facciata che svanisca davanti a provvedimenti scomodi. Serve un nuovo patto di fiducia. I partiti e i parlamentari, sono pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi e che poi si è affievolito? Questa risposta non la dovete dare a me, ma a tutti gli italiani”

Ieri il presidente del consiglio ha incontrato il segretario Pd Enrico Letta ma non gli esponenti di centrodestra che invece si sono visti da Berlusconi. Il leader del Carroccio Matteo Salvini, parlando del voto odierno ha spiegato che il suo partito deciderà per il bene dell’Italia.

“Dopo la crisi di governo causata dai 5Stelle – spiega Salvini –  dopo giorni di minacce e provocazioni, con decine di parlamentari che cambiano partito per salvare la poltrona e con un PD che insiste a parlare di Ius Soli, Ddl Zan e legge elettorale, invece di mettere al centro stipendi, bollette e lavoro, oggi si decide. E la Lega, unita e compatta, deciderà solo e soltanto per il bene e il futuro dell’Italia”.

Nelle ultime ore si sono moltiplicati gli appelli affinché Draghi rimanga, tuttavia a situazione resta incerta.


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