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Datori di lavoro boscaiolo ucciso da trattore, tre mesi per motivazioni assoluzione

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Botan Dumitru

La vittima, Botan Dumitru


Vetralla – (sil.co.) – Morte sul lavoro di Botan Dumitru, il giudice Elisabetta Massini si è presa 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza d’assoluzione dall’accusa di omicidio colposo dei datori di lavoro della vittima, Dante Presciutti e Zechir Mahmudov.

In autunno, quando le motivazioni saranno disponibili, deciderà se ricorrere in appello la procura, che a suo tempo ottenne l’arresto degli imputati a distanza di cinque mesi dalla tragica scomparsa dell’operaio.

Il 29enne di Vetralla è morto sul colpo nei boschi di Soriano nel Cimino il 19 giugno 2019,  in località Piangoli-Acquaspasa, dopo che il trattore con il quale stava raccogliendo la legna è precipitato in un burrone. Quel volo, di oltre 60 metri, gli è costato la vita e i carabinieri intervenuti sul posto si sono subito messi al lavoro per appurare la dinamica di quel drammatico incidente.

Secondo l’accusa l’operaio era stato messo alla guida di un trattore non adatto per quel tipo di bosco, che ha una pendenza del 70%, dove il mezzo si è ribaltato più volte, precipitando per oltre 60 metri schiacciando il ragazzo. Si disse, inoltre, che il 29enne non aveva l’abilitazione adatta per guidarlo, né era stato formarlo per farlo.

“Botan Dumitru aveva il patentino, l’infortunio e la sua morte sono stati una disgrazia, una tragedia inevitabile”, hanno sempre sostenuto i datori di lavoro, dfesi dallo studio Massatani e dall’avvocato Samuele De Santis.

“La sentenza per il disastro ferroviario di Viareggio ci dimostra che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema serio e va rispettato attraverso l’accertamento, in ogni caso concreto, delle responsabilità”, commenta due giorni dopo l’assoluzione del 30 giugno l’avvocato De Santis.

“Nella vicenda che ci ha visto difensori la tragedia è grande, l’infortunio certo – prosegue – ma dall’inizio ci siamo battuti per dimostrare come non ci fossero i presupposti per un omicidio colposo. La sentenza di assoluzione non ci fa esultare per rispetto della famiglia della vittima, ma ci dà quel caldo tepore che la giustizia quando non è sommaria ma rispettosa dei canoni della legge e della giurisprudenza, è anche giusta”.

“Attendiamo le motivazioni e ci aspettiamo anche un appello del procuratore, che ci vedrà pronti, ma per ora siamo soddisfatti e finalmente un po’ sereni”, conclude il legale, in previsione per l’appunto di un ricorso dopo il deposito delle motivazioni della sentenza d’assoluzione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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