Viterbo – sponsorizzato – Il progetto Capitale Rifugiato, promosso da Arci con Altra Qualità, volto a sostenere la start up di imprese costituite da rifugiati nell’ambito dei servizi e dell’agricoltura. Il progetto nazionale è stato attivato nella provincia di Viterbo attraverso un percorso di formazione e l’attivazione di un fondo per la partenza di tre attività tra Viterbo e Vitorchiano.
Viterbo – Il Ghena food
Agnese, una volontaria di Arci Viterbo, è a trovare Majed Mohamed, il titolare di Ghena Food, tavola calda curdo-siriana in via Cardinal La Fontaine per scambiare con lui alcune parole sulla sua vita e sulla sua attività.
A: Ti andrebbe di presentarti?
M: Sono Mohamed Majed, sono curdo-siriano e vivo a Viterbo da circa tre anni. Sono arrivato con un progetto umanitario insieme alla mia famiglia: mia moglie e tre bambini. Ho 43 anni ma anni di guerra mi hanno dato tanto da pensare –sorride e accenna ai suoi capelli bianchi-. Qui non è diversissimo dalla Siria, anche noi abbiamo tante città antiche. La cosa più difficile è la lingua, anche se abbiamo frequentato la scuola di italiano con ARCI Solidarietà Viterbo ONLUS. In generale l’ARCI ci ha aiutati molto, soprattutto con questo progetto, Capitale Rifugiato.
Da dove è nata l’idea della tavola calda?
Quando siamo arrivati, l’ARCI organizzava molte feste e abbiamo iniziato a cucinare durante questi eventi perché in tanti volevano provare i nostri piatti, erano dei momenti di comunità e rimanevano tutti felici di assaggiare il cibo che preparavamo, da lì è nata l’idea di Ghena Food e quando ho sentito di “Capitale Rifugiato” ho pensato che si potesse concretizzare.
Quali particolarità ha la cucina curdo-siriana rispetto alle altre?
È molto ricca di antipasti e usiamo le spezie ma non poche come in Italia né tante come in India o Pakistan, è una cucina speziata ma non troppo. Inoltre abbiamo tantissimi tipi di dolci, quelli li fa mia moglie mentre io sono più bravo con i cibi salati.
Dimmi qualcosa dei tuoi figli.
Ho una femmina e due maschi. Il più piccolo ha cinque anni e a casa mi aiuta tanto a cucinare, è davvero un piccolo cuoco. Mia figlia, Ghena, dà il nome all’attività: significa “ricchezza”.
Vi piace Viterbo?
Tantissimo. Ho visto alcune grandi città in Italia ma a me piace stare qui, c’è molta tranquillità. Dopo anni di guerra, quando siamo arrivati, non mi sembrava vero di respirare un po’ di calma, mi svegliavo e mi chiedevo “ma dove sono?”.
Ti senti accolto?
Sì, qua non sento mai cose brutte, poi il mio cuore è un po’ come il mare, se c’è qualcuno di cattivo, non sento, perché ci sono mille persone migliori di quella che mi ha fatto male. Sono sempre positivo, però devo dire che nonostante il corpo sia fuori, l’anima è lì, ma la vedo un po’ come se la Siria fosse una madre e l’Italia una fidanzata, lì c’è il passato e questo è il futuro.
Ghena food si trova in via Cardinal La Fontaine, 109, è aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22.
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