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Giunta, sindaca e presidente del consiglio, 36mila euro al mese

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Notaristefano, Aronne, Antoniozzi, Sgarbi, Floris, Angiani, Franco, Scardozzi

Notaristefano, Aronne, Antoniozzi, Sgarbi, Floris, Angiani, Franco, Scardozzi

Viterbo – Giunta, sindaco e presidente del consiglio: per la nuova amministrazione Frontini indennità di 36mila euro al mese.

Otto assessori, ma siccome Vittorio Sgarbi non percepisce compensi, il conteggio va fatto su sette, più il primo cittadino e la presidente del consiglio comunale.

Qualcosa in più rispetto alla squadra a nove dell’ex Arena che si fermava a 26.823 euro. È l’effetto degli adeguamenti che sono scattati per legge e approvati durante il periodo del commissario Scolamiero.

Un incremento rispetto al passato del 45% nell’anno in corso, che salirà al 68% nel 2023.

Chi amministra e dedica tempo a quest’attività va retribuito. Se amministrerà bene la città gliene sarà grata e il compenso sarà ampiamente meritato.

Nell’anno in corso, l’indennità da sindaco sale dai 4508 euro percepiti da Arena a 6826. Il vice passa da 3381 a 5120 euro. Gli assessori e il presidente del consiglio hanno lo stesso trattamento economico, 4096 euro.

Ma i conti non sono esattamente questi. Entrano in gioco alcune variabili. Chi ha un lavoro che intende continuare a esercitare, si vede ridurre della metà l’indennità.

Questo capita al vicesindaco Alfonso Antoniozzi, da 5120 euro a 2560 e a Silvio Franco (Sviluppo economico), che percepisce 2048 euro d’indennità.

Gli altri colleghi Patrizia Notaristefano (Servizi sociali), Elena Angiani (Bilancio), Emanuele Aronne (Urbanistica), Stefano Floris (Lavori pubblici) Katia Scardozzi (Decentramento) e la presidente Letizia Chiatti percepiranno indennità piena, pari a 4096 euro. Mentre come detto, Vittorio Sgarbi (Bellezza monumenti) è a quota zero. C’è apposita deliberazione con cui rinuncia.

Per tutti si tratta d’importi lordi e non è una precisazione da poco, perché il netto, tolta la tassazione è inferiore, a eccezione sempre di Sgarbi. Per lui, fa sempre zero.

Giuseppe Ferlicca


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