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“Abbiamo intrapreso un percorso per evitare la chiusura delle filiali di alcuni comuni”

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Alessandro Scorsini (First/Cisl Viterbo)

Alessandro Scorsini (First/Cisl Viterbo)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da un report di First Cisl, elaborato in collaborazione con la Fondazione Fiba Cisl in occasione della giornata mondiale delle Micro, piccole e medie imprese che ricorreva il 27 giugno scorso, si è riscontrato che negli ultimi 10 anni il credito nei confronti delle piccole imprese si è ridotto drasticamente, forse il sistema bancario ha dimenticato questo settore?

Tra il 2011 e il 2021 i prestiti diretti alle piccole imprese sono diminuiti del 32%, un calo triplo rispetto a quello registrato per il complesso dei residenti in Italia.

Nel nostro paese la quota di lavoratori impiegati dalle imprese sotto i 10 dipendenti è nettamente più alta (42%) rispetto alla media europea (29%) ma soprattutto rispetto alla Germania (19%) e alla Francia (23%).

La resilienza del tessuto delle piccole imprese è dimostrata anche dal numero complessivo dei dipendenti, che dal 2012 al 2020, nonostante i problemi di accesso al credito, ha registrato una variazione minima.

“Il crollo dei prestiti alle piccole imprese – sottolinea il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani – è un problema grave che la politica non può più ignorare. Le risorse del Pnrr costituiscono una straordinaria occasione per la ripartenza. Purtroppo pesa il costante disimpegno delle banche dai territori, che ha portato alla chiusura di 8.441 sportelli dal 2015 al 2021, una percentuale pari a circa il 28% del totale.

La desertificazione bancaria rischia di costare molto cara dal momento che le piccole e le piccolissime imprese hanno bisogno del credito necessario a finanziare lo sviluppo delle attività d’impresa legato alla realizzazione degli investimenti pubblici del Pnrr. Prossimità e relazione diretta con la clientela sono elementi che non possono essere surrogati dalla spinta all’innovazione digitale”.

Condividendo il pensiero, come First Cisl di Viterbo abbiamo già lanciato l’allarme sulla desertificazione del territorio e abbiamo intrapreso un percorso condiviso con la Cisl di Viterbo e le istituzioni per evitare la chiusura della filiale di alcuni comuni.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’aggressione vigliacca a Roma, in cui sono rimasti vittime due dipendenti presi a pugni da un esagitato all’interno di una filiale mentre erano seduti alle loro scrivanie. Questo non è un caso isolato, ma sono ricorrenti le segnalazioni di numerosi episodi simili a causa delle condizioni di dubbia sicurezza in cui si svolge il lavoro nelle filiali oggi. Chiaramente questo dato non è da generalizzare per tutte le banche.

Le ricadute economiche hanno sicuramente contribuito a causare questi episodi ma a questo si aggiungono anche gli accorpamenti delle filiali che avanzando implacabili e desertificano vasti territori, costringendo i clienti a spostamenti per raggiungere la nuova filiale con un aggravio di tempo e di costi derivanti dall’aumento della benzina. Tutto questo genera continue lamentele con i malcapitati operatori, anche per effetto delle ridotte presenze di personale nelle filiali rimaste ed è quindi facile immaginare davanti a quale miscela esplosiva si trovano i colleghi oggi.

Inoltre, le notizie che giungono dai media ci anticipano già che le condizioni economiche peggioreranno nell’immediato futuro.

Secondo dati di Banca d’Italia, le prospettive economiche per l’anno in corso risentono del forte rincaro dei prodotti energetici e delle materie prime acuitosi con l’insorgere del conflitto in Ucraina.

I rincari hanno interessato le fonti energetiche fossili che in parte potrebbero essere mitigati da un ricorso più ampio a fonti di energia rinnovabili. Da questo punto di vista il Lazio risulta in forte ritardo. Nel 2019 la quota di energia consumata in regione prodotta da fonti rinnovabili era pari al 9 per cento, circa la metà della media italiana.

Nel denunciare allora l’attuale incauta prevenzione e la dubbia sicurezza che accompagna il lavoro in alcune filiali di alcune Banche, come First Cisl di Viterbo stiamo monitorando costantemente il territorio e vigileremo sui colleghi.

Alessandro Scorsini
Segretario generale First/Cisl di Viterbo


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