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“La mia vita da trans in una società dominata dal binarismo di genere…”

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Emanuel Alison Flamini

Emanuel Alison Flamini

Viterbo - Lazio Pride

Viterbo – Lazio Pride

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Chi può dire la rabbia che cos’è? È un mormorio, un fremito, una tempesta, un uragano. È saper dire di no al richiamo delle sirene o ruggire come i leoni quando entrano nelle arene”.

Spesso ho meditato su questa citazione tratta dalle Les Nuits Fauves di Cyril Collard, autore e regista omosessuale, a proposito delle mille difficoltà che ci troviamo ad affrontare quotidianamente nelle nostre vite da trans. A pochi giorni dal successo del Lazio Pride a Viterbo siamo portati a riflettere su quanto oggi  possa  essere integrata una persona considerata fuori dagli schemi sociali.

Nel mio caso dopo due anni di terapia ormonale, che mi ha portato molti giovamenti esistenziali e una nuova vita, mi sono trovata comunque a fare i conti con un mondo di provincia in netto ritardo sui diritti civili e spesso incapace di capire chi ha affrontato la strada della transizione come me. Questa chiusura l’ho vissuta e riscontrata sia nell’ambito delle relazioni parentali, in cui solo mia mamma mi ha appoggiata e capita, sia in particolar modo nell’ambito lavorativo.

Essendo io una lavoratrice del comparto scuola ho dovuto constatare amaramente che l’istituzione scolastica italiana si deve ancora adeguare all’integrazione di persone transessuali sia che siano studenti sia che siano docenti.

Una società migliore, più inclusiva e meno aggressiva verso le diversità di genere dovrebbe partire dall’ambito della formazione e istruzione. Ma spesso anche in questo settore c’è veramente poca volontà di accettare ed includere sia gli utenti, sia le lavoratrici transgender come me che molte volte vengono emarginate all’angolo, screditate e prese di mira.

Da parte mia mi auguro sotto l’egida del Pride che questo desiderato cambiamento possa avvenire. Spero che nel mondo del lavoro a tutte/i noi persone trans venga data la possibilità di una dignità che ci equipari a tutte le altre persone e che non ci faccia sentire perseguitate continuamente nell’occhio del ciclone sociale.

Tutte noi abbiamo diritto a un lavoro in un ambiente sereno e inclusivo. Tutto questo per darci una vita decente lontano dall’incubo della strada e della prostituzione, prospettiva che per molte di noi si materializza come ultima disperata frontiera.

Dunque mi auguro che tutto possa cambiare in meglio per la dignità non solo di noi persone trans, ma per la libertà  di tutti.

Concludo ricordando che ogni conquista per i nostri diritti sociali e civili è una conquista di dignità e progresso per tutta la società.

Emanuel Alison Flamini


Racconta la tua storia – le storie dei lettori

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Storie di sogni realizzati o di cocenti rese alla vita. Storie normali di vita quotidiana vostre, dei vostri familiari, dei vostri amici.. Storie che spesso si raccontano tra amici, ma che abbiano un valore paradigmatico. E possano essere interessanti per tutti. Insomma raccontante le vostre storie a Tusciaweb.

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E’ importante che le storie siano sviluppate in maniera ottimale sia sul piano del racconto che su quello della scrittura.
Basta scrivere la propria storia e inviarla assieme ad alcune foto da voi realizzate e non coperte da copyright, facendo riferimento all’iniziativa “Racconta la tua storia”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.
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