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“La morte di Andrea Amici è una perdita enorme per la comunità scientifica e gli studenti”

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Viterbo - La commemorazione di Andrea Amici all'orto botanico

Viterbo – La commemorazione di Andrea Amici all’orto botanico


Viterbo – (a.c.) – “La morte di Andrea Amici è una perdita enorme per tutta la comunità scientifica e anche per gli studenti, che lo amavano molto”. Così il rettore dell’università della Tuscia Stefano Ubertini nella cerimonia di commemorazione del docente del dipartimento Dafne, scomparso improvvisamente lo scorso 14 luglio durante una gita in barca in Croazia.

All’orto botanico, un luogo a cui il professore si sentiva molto legato, l’ateneo raduna parenti, amici, colleghi e studenti per un ultimo saluto, in attesa del rientro della salma in Italia. “Il professor Amici era una persona preparata, buona e gentile – dice ancora Ubertini -. Aveva una passione enorme per il suo mestiere e godeva di grande stima e fiducia, tanto che era il referente dell’università ogni volta che venivamo chiamati in causa per questioni inerenti gli animali selvatici”.

Tante le persone che si ritrovano per ricordare il professore, o anche solo per esprimere vicinanza ai suoi cari. Conduce la cerimonia il responsabile del Dafne, Danilo Monarca, a cui viene affidato anche il compito di ricordare la figura professionale di Amici. “Una figura stimata nel mondo scientifico e apprezzatissima dagli studenti che ha formato – ricorda -. A ogni sessione di laurea, non mancava mai una tesi con relatore Andrea. Oltre che preparato, era molto educato, spiritoso e dotato di un’ironia pungente. Quando ci è arrivata la notizia della sua improvvisa scomparsa, siamo stati travolti dalle testimonianze dei colleghi che hanno voluto esprimere la loro vicinanza”.


Viterbo - La commemorazione di Andrea Amici all'orto botanico

Viterbo – La commemorazione di Andrea Amici all’orto botanico


Al microfono si alternano poi amici, colleghi e studenti. Tutti, nei loro interventi, disegnano un ritratto di una persona mite e innamorata della vita e del suo lavoro. “Sapeva invogliarci all’approfondimento con i suoi metodi” dice il rappresentante degli studenti Filippo Lazzari. “Non ha mai avuto l’ambizione di raggiungere una posizione di prestigio, ma di lasciare qualcosa di concreto nel suo lavoro” aggiunge il ricercatore Paolo Viola.

Luigi Esposito, professore dell’università di Napoli giunto apposta a Viterbo per ricordare il collega, promette tra le lacrime: “Continueremo il lavoro che condividevamo con Andrea e lo dico a nome dei tanti docenti spagnoli, francesi, portoghesi, greci e slovacchi che mi hanno chiamato per portare il loro saluto”.


Viterbo - La commemorazione di Andrea Amici all'orto botanico

Viterbo – La commemorazione di Andrea Amici all’orto botanico


La moglie Marina, la sorella Liliana e la nipote Laura Crescentini sviscerano ricordi intimi della figura del professor Amici, così come gli amici che prendono la parola: Rita Belli, Angelo Grottarelli, Alessandro Ceccarelli. “Andrea era la mia persona speciale, ma lo era anche per gli altri – scrive la vedova -. Una persona rara, educata, unica. Mi diceva che era meglio fare finta di arrabbiarsi invece che arrabbiarsi veramente. Avrei tanto voluto invecchiare con lui”.


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