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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Soltanto due deleghe alquanto generiche, alla “educazione” e ai “rapporti con le scuole”, peraltro in capo a due soggetti diversi.
Per la prima volta la scuola viterbese non potrà contare su un assessorato alla Scuola, cioè su una struttura unitaria in grado di coordinare la complessa materia delle competenze comunali in ordine all’istruzione pubblica, che a Viterbo include i nidi comunali e sette Istituti comprensivi.
Prima di ogni valutazione politica è opportuno ricordare che la scuola è la più grande impresa (non soltanto) culturale di Viterbo, per addetti (non molto lontani dalle mille unità), per bacino d’utenza (molte migliaia di famiglie) e per valore aggiunto immateriale: cultura e educazione delle nuove generazioni.
Quello che molti ignorano è che la scuola viterbese versa in uno stato di grave e perdurante criticità, che esige un forte e continuativo impegno da parte del comune, a cominciare dalla presenza di un valido assessorato in grado di assicurare un buon governo di prossimità nelle materie in capo all’ente locale.
Per la situazione della scuola viterbese mi sento di utilizzare la medesima metafora che ho già impiegato per rappresentare Viterbo: “una Ferrari col freno a mano tirato”.
Per capacità, professionalità e impegno del personale la scuola viterbese è potenzialmente in grado di esprimere ed eguagliare le migliori performance nazionali ma è penalizzata da strutture fatiscenti, barriere architettoniche e situazioni non precisamente conformi alle norme di sicurezza, basti pensare che molti degli istituti sono ancora sprovvisti del certificato di prevenzione incendi e se l’infortunistica nella popolazione scolastica è bassa questo è dovuto principalmente proprio alla vigilanza costante messa in campo dai dirigenti e dal personale.
Uno dei problemi che maggiormente affligge la scuola viterbese è l’annosa questione dei cosiddetti “Istituti scomprensivi”, regalo dell’amministrazione Marini. Gli Istituti scomprensivi sono stati distribuiti sul territorio cittadino con un criterio per definire il quale sarebbe opportuna una famosa ma scurrile metafora che, essendo io portavoce del Movimento 5 stelle, non posso riferire.
La conseguenza degli Istituti Scomprensivi è che gli alunni di Viterbo sono penalizzati in partenza da un handicap strutturale che li consegna a una discontinuità curricolare del tutto artificiale, determinata dalle scelte dell’amministrazione Marini; mantenute sino a oggi e che la neonata giunta rischia con la scelta di non istituire un assessorato dedicato di prolungare di altri cinque anni.
Massimo Erbetti
M5s Viterbo
