Ronciglione – “L’assoluzione di Andrea Landolfi si basa su elementi tecnico-scientifici”. Pronti all’appello i difensori Serena Gasperini e Daniele Fabrizi. Il legale della nonna, Gianluca Fontana: “Mirella Iezzi ha sempre detto la verità”.
Un’estate di attesa per tutte le persone coinvolte nella morte di Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne originaria di Nocara che, secondo la corte d’assise di primo grado, del tribunale di Viterbo, è morta dopo essere rotolata assieme al fidanzato, il pugile romano 33enne Andrea Landolfi, dalle scale di casa della nonna del giovane, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 a Ronciglione, dove la coppia stava trascorrendo il weekend.
Landolfi e la nonna (nei riquadri a sinistra, la mamma di Sestina e la madre di Andrea)
La procura della repubblica di Viterbo e i familiari della vittima, dopo l’assoluzione del 19 luglio 2021 di Landolfi dalle accuse di omicidio volontario e omissione di soccorso, hanno presentato appello, ma bisognerà aspettare il prossimo 27 ottobre per l’udienza davanti ai giudici di secondo grado.
“Abbiamo fatto un processo lungo, basato su approfondimenti tecnico-scientifici, la sentenza ha condiviso gli elementi tecnico-scientifici”, commenta l’avvocato Serena Gasperini, che con il marito Daniele Fabrizi e la consulente Roberta Bruzzone segue il caso.
“C’è poco da interpretare, siamo pronti anche per questo secondo grado di giudizio”, prosegue. “Non ci hanno allarmato gli atti di appello dell’una e dell’altra parte”, conclude la legale.
Tribunale – I familiari di Maria Sestina Arcuri dopo l0udienza del 14 giugno 2021
Nel frattempo il pm Franco Pacifici, titolare del fascicolo, lo scorso 21 giugno ha inviato l’avviso di chiusura indagini alla nonna dell’imputato, Mirella Iezzi. L’83enne è considerata vittima e complice del nipote, che avrebbe coperto mentendo al sostituto durante le sommarie informazioni dell’8 marzo 2019.
Ed è accusata anche di omissione di soccorso ai danni di Sestina e di abbandono di minore, il figlio de 5 anni di Landolfi, anche lui in casa la sera della tragedia, quando è uscita nel cuore della notte per andare in ospedale.
Mirella, cardiopatica, si sarebbe allontanata dopo avere ricevuto dal 33enne un pugno perché voleva soccorrere lui Sestina, a causa del quale avrebbe riportato la frattura di tre costole, con una prpgnosi di 40 giorni, emersa però solo successivamente in seguito a un esame radiografico in un ambulatorio privato della capitale.
Giallo di Ronciglione – L’avvocato della nonna, Gianluca Fontana
“Ce lo aspettavamo – dice il difensore Gianluca Fontana, che ha assistito la Iezzi anche durante i processo di primo grado, in cui la donna si è costituita parte civile.
“Meno male che non sono state chieste ulteriori proroghe, alle quali comunque ci siamo sempre opposti”, ricorda Fontana. “Ora attendiamo la fissazione dell’udienza preliminare – aggiunge, quindi ricorda – rispetto alla sentenza di primo grado che assolve il nipote, la nonna è risultata credibilissima. Mirella Iezzi fin dai primi giorni dopo i fatti ha sempre detto la verità, nonostante il pm sostenga che avrebbe fornito false dichiarazioni. La sua versione combacia con gli altri elementi”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


