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“Lazio Pride, la difficoltà dei genitori è soprattutto la vergogna per il giudizio degli altri…”

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Viterbo – “La difficoltà che hanno i genitori è soprattutto la vergogna per il giudizio degli altri”. Claudio Santini è “un padre che sta accanto al figlio nella rivendicazione dei diritti Lgbt” e uno dei fondatori di Arcigay Viterbo che ha organizzato il Lazio Pride del 9 luglio nella città dei Papi. Una manifestazione che ha visto sfilare 6 mila persone da viale Raniero Capocci a Valle Faul, passando per piazza del Teatro e via Marconi. “Una festa – l’ha definita Santini – di condivisione di bellezza”.


Viterbo - Lazio Pride - Claudio Santini

Viterbo – Lazio Pride – Claudio Santini


Claudio Santini, come nasce il gruppo di genitori all’interno di Arcigay?
“Faccio parte di Arcigay Viterbo dal momento in cui è stata fondata. E già questa cosa, di suo, è stata una forte emozione perché ho firmato lo statuto con mio figlio. Per quanto riguarda poi gli altri genitori, dall’anno scorso si è creato un primo nucleo. Adesso siamo una decina di genitori. Rispetto a un anno fa, qualche passo avanti è stato fatto. Anche se ancora sono pochi i genitori che poi si mostrano apertamente. Molti pensano ancora: ‘accolgo mio figlio, a patto però che non si sappia’. Molti ragazzi hanno ancora timore a fare coming out con i propri genitori”.

Un timore che deriva da cosa?
“Sabato scorso al Pride mi ha colpito molto una ragazza che avrà avuto 15 anni. Questa ragazza piangeva perché non riusciva a fare coming out con i genitori. Mio figlio stesso ci ha messo quattro anni prima di parlarci. A Perugia, dove ha fatto l’università, si era già aperto con gli amici. Ma non con noi, e non siamo una famiglia chiusa”.


Viterbo - Lazio Pride

Viterbo – Lazio Pride


Quali sono gli obiettivi del gruppo genitori dell’Arcigay?
“Molti di noi sono iscritti ad Agedo Roma, con cui siamo sempre in contatto. L’idea è quella di far nascere Agedo anche a Viterbo. Per affrontare insieme tematiche e difficoltà. A me è capitato di parlare con genitori che stavano attraversando un periodo delicato e il solo parlarne era quasi impossibile. Confrontarsi è fondamentale”.

Come sono cambiate le cose con suo figlio dal coming out in avanti?
“A casa nostra lo sanno tutti. E tutti hanno accolto Marco. Non è cambiato assolutamente niente. Suo fratello, quando glielo abbiamo detto, ha risposto: ‘chissà cosa credevo!'”. 


Viterbo - Lazio Pride - Il gruppo di genitori di Arcigay

Viterbo – Lazio Pride – Il gruppo di genitori di Arcigay


Quali sono le difficoltà che hanno i genitori ad accogliere i figli?
“La vergogna innanzitutto. C’è paura del giudizio degli altri. L’anno scorso, dopo aver parlato a piazza della Repubblica durante una manifestazione per la legge Zan, qualche giorno dopo mi si è avvicinata una mamma ringraziandomi perché era stata l’occasione per parlarne a casa, con la figlia che finalmente si era aperta dicendo ai genitori che era lesbica. Però, lo stesso genitore si raccomandava con me affinché non dicessi niente a nessuno. La vergogna del giudizio. Dopodiché anche la paura che i figli vengano discriminati”.

Invece quali sono le difficoltà che incontrano i genitori che hanno accolto i propri figli?
“Ci sono genitori che non hanno nessun problema e si sono messi in piazza. Io sono uno di quelli. Ultimamente l’Inps ha voluto raccontare le storia dei suoi dipendenti, 30 mila su tutto il territorio nazionale, direttamente sulla sua rete intranet. Ho raccontato anche io la mia, quella di un padre che sta accanto al figlio nella rivendicazione dei diritti Lgbt. Dopodiché le difficoltà che si incontrano sono sempre gli stessi: il giudizio degli altri. Compreso quello di scegliere di stare in silenzio”.


Viterbo - Gli organizzatori del Lazio Pride del 9 luglio

Viterbo – Gli organizzatori del Lazio Pride del 9 luglio


Che cosa ha rappresentato per lei, come genitore, il Lazio Pride del 9 luglio?
“Ho partecipato anche io all’organizzazione dell’evento e la paura che c’era erano i numeri, cioè fare una manifestazione con poche persone. Alla partenza l’emozione è stata forte. Un’emozione vedere arrivare così tanta gente, così tante famiglie. Una festa con tanti abbracci, a partire da quello con il vice sindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi che non conoscevo. Infine, le testimonianze di ragazzi e ragazze. C’è stata condivisione. Condivisione della bellezza”.

Dal 9 luglio cosa cambierà?
“Cambierà sicuramente l’impegno delle persone che compongono Arcigay Viterbo. C’è la volontà di continuare e di organizzare cose. Cosa invece cambierà a Viterbo, non saprei. Ma il fatto stesso che Alfonso Antonio sia vice sindaco è una cosa molto importante. Anche se la nuova giunta è una lista civica e ha avuto difficoltà a rilasciare anche il patrocinio”.

Quali erano le preoccupazioni degli organizzatori prima che iniziasse la manifestazione?
“La preoccupazione principale, come già detto, erano i numeri. Poche persone che partecipavano alla manifestazione, anche per la chiusura delle scuole”. 


Viterbo - Lazio Pride - Claudio Santini

Viterbo – Lazio Pride – Claudio Santini


Quale è la situazione nelle scuole?
“Da quello che sento dai ragazzi, la discriminazione c’è anche nelle scuole”. 

Cosa bisogna fare dopo il Lazio Pride?
“Innanzitutto, essere orgogliosi dei propri figli. Dopodiché bisogna impegnarci affinché ci sia un’educazione alla conoscenza delle tematiche Lgbt. Personalmente ho fatto un corso a Roma ed è stato veramente importante. In autunno ne organizziamo uno anche a Viterbo. Ogni mercoledì al mese un incontro con i genitori sui temi Lgbt. Un’occasione in più per vedersi e per crescere”.

Daniele Camilli


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