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“Lazio Pride, ho visto una città che vuole liberarsi e fare un coming out collettivo…”

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Viterbo – “Il Lazio Pride di sabato è stato un evento epocale per Viterbo. Io vivo in città da sei anni e non avevo mai visto una cosa del genere, e ancora non ci credo… Pensandoci ancora mi emoziono”. Virginia Migliore è la presidente di Arcigay Viterbo che lo scorso fine settimana ha portato migliaia di persone in corteo tra viale Raniero Capocci e Valle Faul. Nata a Palermo 29 anni fa, dopo aver vissuto per 5 anni a Londra, si è trasferita a Viterbo dove si è laureata in scienze politiche iniziando poi a lavorare per l’amministrazione dell’università degli studi della Tuscia.

“Sabato – ha detto Migliore – ho visto una città forte, viva, che ha voglia di liberarsi e di fare un coming out collettivo. E questo, contrariamente a quello che scrivono i cosiddetti leoni da tastiera che si nascondono dietro a un computer, commentando eventi di cui non capiscono il significato. Sabato abbiamo ricevuto una risposta importante, la migliore che si poteva dare a tutto l’odio che ci è piovuto addosso in questi mesi”.


Virginia Migliore di Arcigay Viterbo

Virginia Migliore di Arcigay Viterbo


Innanzitutto, chi è Virginia Migliore e quale è il suo percorso politico?
“Il mio attivismo nel mondo Lgbt nasce da un gruppo universitario che si chiama Unipride di cui tuttora coordino il progetto. Si tratta di due associazioni studentesche, ossia Univercity Viterbo e Universo giovani. Una realtà che nasce come gruppo di ascolto e di mutuo aiuto. Con il mio apporto e quello della portavoce del Pride di Viterbo, Alice Castri, è diventato un vero e proprio servizio per la comunità studentesca in generale. Il mio percorso inizia con Unipride e mi formo con il Gay center che ci permette di affrontare determinati casi e situazioni che poi, lavorando su queste tematiche, si ritrova ad affrontare nel corso dell’attività. Il percorso di Unipride poi cresce e diventa un gruppo di giovani che svolge attività dentro e fuori dall’università. Una volta laureata , assieme ad altri componenti del direttivo, decidiamo di riaprire Arcigay Viterbo istituendo l’associazione Peter Boom”.

Chi era Peter Boom?
“Peter Boom era uno storico attivista di origine olandese che si trasferisce a Bagnaia e fonda la prima Arcigay Viterbo all’inizio degli anni ’90. Abbiamo dedicato l’associazione a Peter Boom perché riteniamo fondamentale riprendere la storia dell’attivismo politico sul territorio. Fra l’altro Peter Boom fu anche il teorico della pansessualità”.

Che cosa ha significato per la città di Viterbo il Lazio Pride di sabato?
“Il Lazio Pride di sabato è stato un evento epocale per Viterbo. Io vivo in città da sei anni e non avevo mai visto una cosa del genere, e ancora non ci credo… Pensandoci ancora mi emoziono. Ho visto una città forte, viva, che ha voglia di liberarsi e di fare un coming out collettivo. Contrariamente a quello che scrivono i cosiddetti leoni da tastiera  che si nascondono dietro a un computer, commentando eventi di cui non capiscono il significato. Sabato abbiamo ricevuto una risposta importante, la migliore che si poteva dare a tutto l’odio che ci è piovuto addosso in questi mesi”.


Viterbo - Lazio Pride

Viterbo – Lazio Pride


Le è dispiaciuto per l’assenza della sindaca Chiara Frontini?
“Sì, mi è dispiaciuto non avere la sindaca presente al Lazio Pride. Siamo comunque contenti che ci sia stato concesso il patrocinio e che il vice sindaco e assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi sia stato con noi a sfilare in corteo. Tuttavia l’assenza di una fascia tricolore casi è sentita”.

Come mai secondo lei si è arrivati a venerdì per la concessione del patrocinio da parte del comune?
“Andrebbe chiesto all’amministrazione. Si trattava di un patrocinio non oneroso. Non c’era nulla da trattare o negoziare. Andava fatta una richiesta legittima e aspettare una risposta che è arrivata all’ultimo, ma meno male che alla fine è arrivata”.

Quanto ha pesato l’intervento della senatrice Alessandra Maiorino a palazzo Madama per la concessione del patrocinio?
“Ha pesato molto”.

Cosa succederà dopo il Lazio di Pride di sabato e una manifestazione con migliaia di persone che ha saputo anche entrare in relazione con la città che ha accolto il corteo guardandolo sfilare lungo le strade oppure unendosi direttamente ad esso?
“La nostra speranza è che a Viterbo le persone si sentano più libere di esprimersi e di esprimere il loro amore e la loro identità. La speranza è che Viterbo, invece di lasciar scappare i giovani per andare nelle grandi città, diventi un luogo che non discrimini e che accoglie le persone Lgbt. Giusto ieri vedevo passare due ragazzi per la mano. E ho pensato che questo sia accaduto anche grazie al Pride di sabato”.


Viterbo - Lazio Pride - Virginia Migliore

Viterbo – Lazio Pride – Virginia Migliore


Viterbo è una città accogliente per la comunità Lgbt?
“Viterbo è una città accogliente dove però si subiscono ancora diverse discriminazioni. Non è una città cosmopolita capace di offrire eventi culturali e di socializzazione, soprattutto per la comunità Lgbt”.

E cosa servirebbe?
“Va innanzitutto chiarito un concetto: la comunità Lgbt non vuole estraniarsi e non vuole degli spazi a sé. Vuole degli spazi in cui si senta a suo agio insieme agli altri”.

Come Arcigay cercherete di stabilire un rapporto anche con le forze politiche della città?
“Noi siamo aperti al dialogo con tutte e tutti, e ovviamente anche con l’amministrazione. E siamo a disposizione per dare il nostro contributo”.

Durante il Lazio Pride di sabato è stato sottolineato come la manifestazione sia stata un vero e proprio “atto politico”. Cosa vuol dire?
“L’attivismo, per sua natura, è un atto politico. Perché si tenta di evidenziare problematiche e criticità di una determinata comunità, tentando di produrre una trasformazione”. 

Quali sono le prossime iniziative?
“Porteremo avanti lo sportello Arcobaleno in via Genova, presso la sede dell’Arci. Lo sportello è aperto ogni mercoledì dalle ore 17 alle 20. Ci concentreremo molto su questo progetto perché abbiamo diversi casi da seguire ed è un punto di riferimento per tutta la comunità Lgbt che spesso ha bisogno di un aiuto concreto e immediato. Dopodiché stiamo lavorando per poter svolgere un corso di formazione per nuove attiviste e nuovi attivisti. La formazione è un aspetto fondamentale per poter poi lavorare per la comunità, altrimenti si rischia di fare più danni che altro”.


Viterbo - Lazio Pride

Viterbo – Lazio Pride


Come si compone e chi compone il movimento Lgbt a Viterbo?
“E’ composto da una molteplicità di persone. Non solo omosessuali e trans, ma anche eterosessuali che sposano la causa e che ritengono la lotta un momento importante per contrastare la discriminazione”.

Quali sono le difficoltà che gli attivisti del movimento Lgbt e le persone che hanno fatto coming out trovano qui a Viterbo?
“Le difficoltà si possono trovare in ogni ambito e in ogni situazione. Da uno sguardo malevolo al bar all’affitto negato perché il proprietario di casa preferisce affittarlo a una coppia eterosessuale”. 

Quali sono invece le difficoltà che si trovano a scuola?
“Difficoltà molteplici. A partire da un personale scolastico non formato a rapportarsi a persone che fanno parte della comunità Lgbt. L’altro problema è il bullismo, che riscontriamo spesso. E’ un po’ tutto quanto l’ambiente ad essere rischioso, tenuto anche conto che si tratta di un’età in pieno sviluppo in cui si scoprono se stessi e la propria sessualità. Per quanto riguarda le discriminazioni, la scuola per un appartenente alla comunità Lgbt è un ambiente molto a rischio”.

Quali possono essere le conseguenze di un personale scolastico non formato alle tematiche Lgbt?
“Le conseguenze possono essere vere e proprie discriminazioni, col rischio di inculcare a ragazze e ragazzi l’idea che l’omosessualità sia una malattia. E questo avviene, purtroppo, ancora oggi”.

Viterbo - Lazio Pride - Virginia Migliore

Viterbo – Lazio Pride – Virginia Migliore


Invece i genitori e le famiglie come vivono l’omosessualità dei figli?
“Noi abbiamo un gruppo di genitori fantastico capitanato da Claudio Santini che è anche parte del nostro direttivo. E’ un gruppo di confronto e mutuo aiuto tra i genitori. Il gruppo genitori è un elemento che dà un grandissimo valore aggiunto alla nostra associazione, aiutando gli altri genitori che non ne fanno parte a trovare dei punti di riferimento. Sono ancora molte le discriminazioni in famiglia”.

Che cosa significa essere lesbica a Viterbo?
“A Viterbo, a parte qualche battuta di cattivo gusto, non ho ricevuto alcun tipo di discriminazione. Contrariamente ad altre ragazze. Una volta, in un paese della Tuscia, io e la mia compagna mentre camminavamo mano nella mano per strada ci è stato urlato: ‘lesbiche di merda!'”.

Come è andata a finire con la persona che su Facebook aveva invitato a portare un fucile d’assalto al Lazio Pride?
“La persona è stata ascoltata dalle forze dell’ordine e si è mostrato dispiaciuto per quanto è successo. Gli è stato proposto un percorso sulle tematiche Lgbt. vediamo che succede”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotocronaca: Il corteo – Lazio Pride – Video: L’intervento di Alice Castri – Il Lazio Pride sfila per le vie della città – Lazio Pride, la partenza

Articoli: Alice Castri: “A Viterbo mi sono sentita dire: ‘I gay sono malati e vanno curati…’” – Ho visto i diritti roteare come dervisci… di Carlo Galeotti – “Stiamo scrivendo la storia, oggi a Viterbo finisce il medioevo”È iniziato il Lazio Pride, il primo della storia di Viterbo


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