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“Le saline rischiano di venire completamente sommerse dalle acque marine”

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Tarquinia - La riserva delle Saline

Tarquinia – La riserva delle Saline


Tarquinia – Nuovo allarme per le saline di Tarquinia.

Le vasche della riserva naturale, l’unica salina del Lazio e una delle poche rimaste lungo la costa italiana, sono continuamente minacciate dal mare che si avvicina sempre più.

Tra mareggiate ed erosione costiera la sabbia è sempre meno e in inverno, quando la problematica risulta ancora più evidente, l’acqua salata del Tirreno e quella dolce delle vasche arrivano a pochissimi metri di distanza rischiando un pericoloso contatto.


Tarquinia - La spiaggia delle Saline dopo una mareggiata

Tarquinia – La spiaggia delle Saline dopo una mareggiata


A tornare sull’argomento è l’ultimo rapporto di Legambiente, “Spiagge 2022”, che fotografa la situazione delle coste italiane tra criticità e concessioni balneari.

Il caso di Tarquinia – si legge nel rapporto – riguarda la pesante erosione a cui sta assistendo il litorale delle Saline di Tarquinia. Qui la separazione tra il mare e le vasche è ridotta ad una duna di pochi metri di larghezza, mettendo in pericolo l’habitat della riserva. Il rischio è di vedere le saline completamente sommerse dalle acque marine.

La regione Lazio, nonostante la forte opposizione di Federbalneari Lazio e dei balneari di Tarquinia, ha confermato l’attuazione di un progetto, dal costo di 2,5 milioni di euro, che prevede la messa in opera di una scogliera rigida, radente e a ridosso della residua duna. Si tratta di un intervento invasivo e, come dimostrato ampiamente, poco efficace per la rigenerazione dell’habitat naturale, oltre a contribuire sensibilmente all’erosione dei tratti di costa adiacenti l’intervento.

Federbalneari e le imprese turistiche di Tarquinia avevano proposto un’alternativa sostenibile per l’ecosistema costiero e delle saline fino alla foce del Marta, senza alcun costo aggiuntivo rispetto alle risorse impegnate. Va ricordato, infine, che già nel 2020 le associazioni si erano unite per creare un fondo finalizzato alla ricerca di progetti per la manutenzione degli arenili oltre che ad azioni di contrasto all’erosione costiera”.


Tarquinia - Saline - La chiesetta del borgo

Tarquinia – Saline – La chiesetta del borgo


Le saline di Tarquinia sono inattive dal 1997. Nonostante la limitata estensione, 150 ettari di cui circa 100 di laguna costiera, formano un sito di importanza notevole per la sosta, l’alimentazione e la riproduzione di molte specie di volatili. Per gli ambienti rappresentati e i volatili che le frequentano, le saline sono riconosciute come sito d’importanza comunitaria (Sic) e come zona di protezione speciale (Zps).

Molti edifici del borgo, anticamente abitato dai dipendenti delle saline, vennero occupati abusivamente nel corso degli anni. Il dissequestro dell’ultimo immobile, arrivato nei primi giorni luglio, ha aperto definitivamente le porte al progetto di riqualificazione che prenderà il via nei prossimi anni.

Samuele Sansonetti


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