Viterbo – Universi che si sovrappongono. Ieri sera. Pirati della Bellezza. Carlo Galeotti ha processato Baraghini. Al di là della sala dove il processo è avvenuto, oltre lo schermo dell’auditorium di Unindustria a Valle Faul, Viterbo, dall’altra parte, pure del continente, una bambina da Amsterdam seguiva quanto avveniva. Universi paralleli. Da 80 anni, quelli di Marcello Baraghini, sicuramente una delle personalità di spicco del novecento, ad oggi, l’età di Noah che assisteva al tutto.
Marcello Baraghini, classe 1943. Carlo Galeotti è nato invece 20 anni dopo. I due si sono incontrati nella temperie dei ’70, quando il mondo è stato rovesciato sotto sopra, in lungo e in largo, e da un capo all’altro.
Viterbo – Carlo Galeotti processa Marcello Baraghini
I due scendono la rampa di scale che separa gli uffici degli industriali dal palco di fronte alla platea dell’auditiorium. Baraghini è in manette. Sulla sua maglietta sblusata una scritta: “Sono nel fiore dei miei danni”. Inizia il processo. Con le manette ai polsi. Come 40 anni fa, quando parte di quel movimento di cui Baraghini è stato al centro, la galera la conobbe davvero. Quella stessa galera sfiorata da Baraghini che nel ’76, raggiunto da un ordine di cattura, si dette alla macchia. Latitante. Per aver pubblicato una serie di libri, tra cui uno sull’aborto.
Amsterdam – Noah ascolta il processo a Marcello Baraghini
Il processo, ieri pomeriggio, è stato a lui, alla sua storia e ai Millelire, a loro volta raccontati nel “Catalogo dei cataloghi. Stampalternativa. 50 anni in mille libri”. In anteprima nazionale. Libro regalato ai primi 40 arrivati alla presentazione. “Tutti abbiamo un Millelire in casa”, ha ricordato subito Galeotti. E l’indice di tutti era tutto per loro. I Millelire che cambiarono per sempre il modo di fare editoria. “Un modo – così l’ha definito a un certo punto Baraghini – per far girare soldi, senza produrre reddito”. Perché? Perché i Millelire permisero a tutti di leggere qualcosa di più interessante di quello che di solito si leggeva a scuola quando ancora non c’erano né internet né tantomeno i social. Qualcosa di dimpente. In poche pagine e a portata di mano. Dove i primi a farne le spese erano genitori e interazioni varie al paese.
Viterbo – Carlo Galeotti processa Marcello Baraghini
“Stampa alternativa è stata la più laica, la più libertaria, la più innovativa casa editrice italiana – ha detto Galeotti -. La più rivoluzionaria casa editrice italiana. Ma che vicino ai testi blasfemi e libertari pubblicava raffinatissime collane sulla scrittura o di musica. Ovviamente inventa i Millelire che destrutturarono il concetto di libro. Il concetto paludato di libro. Per questo il libro che presentiamo oggi e il processo a Marcello Baraghini sono un evento storico per l’Italia e non solo.
Viterbo – Carlo Galeotti processa Marcello Baraghini
Baraghini inizia a Viterbo, scappa prima di casa, giovanissimo. Inizia a stampare i libri per conto suo, tra Tuscia e Capitale. Poi li va a “vendere – come ha raccontato – alle fermate di treni, autobus e metropolitane. A Porta Portese la domenica”. Incontra Pannella, quando i radicali “erano ancora in quattro”. E’ tra i promotori della Lega per il divorzio, quando il divorzio ancora non aveva una legge. Al fianco degli obiettori di coscienza quando ancora finivano in galera. Marcello Baraghini è stato all’inizio di tutta una serie di fondamentali battaglie per i diritti civili in Italia. Battaglie combattute come Brassens con la chitarra in Francia. “À celles qu’on connaît à peine. Qu’un destin différent entraîne. Et qu’on ne retrouve jamais”. Quelli che conosciamo appena, che portano con se un destino differente dal nostro e che non incontreremo mai più.
“Una volta – ha spiegato Baraghini per rendere il clima che aveva preceduto quel tempo, il clima fino agli anni ’60 -, una volta mia madre mi diede uno schiaffo in faccia soltanto perché avevo salutato una persona separata”.
Baraghini s’è inventato tutto, inventando un contenitore che poteva tenere insieme tutto. Da Don Milani ai Settebelli. Da Epicuro a Unabomber. E dentro quel contenitore era pieno di strumenti. Una vera e propria boîte à outils piena di grimaldelli per scardinare innanzitutto le nostre stesse vite. Per contestare, conoscere, andarsene di casa, non fare il militare. Per amare e cercare una migliore qualità della vita, fuori da dove si era sempre stati. Ad ogni e senza temere alcun rischio. La libertà di pensiero, che Baraghini ha alimentato con Stampalternativa e i Millelire. Molti hanno iniziato a leggere lì. A sognare ad occhi aperti, a diventare “pericolosi”. A sperimentare la critica di se stessi per poi poter criticare il mondo. Le armi della critica in un paese che in quel momento lì conosceva terribilmente anche la critica delle armi.
Viterbo – Carlo Galeotti processa Marcello Baraghini
“Io sono un partigiano – ha concluso Baraghini, chiudendo così il processo di ieri sera -, un disertore, un brigante. Cammino sulle strade bianche, sterrate. Come i renitenti. Dandomi alla macchia. Sono un uomo che preferisce il marciapiedi. Per la dignità e i diritti dei senza voce”. Baraghini e Stampalternativa, che si inventò pure una collana per bambini che non sapevano ancora leggere. Come Noah, all’inizio di questa storia. La storia di un paese che ha avuto anche maestri di bellezza e contenuto.
“Tutti gli uomini sognano – scrive Thomas Edward Lawrence, citato da Baraghini e Galeotti all’inizio del processo, l’incipit dello stesso -. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché a essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far che si avverino”.
Daniele Camilli
Carlo Galeotti processa Marcello Baraghini
Presentazione in anteprima nazionale del libro Il catalogo dei cataloghi – Stampalternativa – 50 anni in mille libri
Evento organizzato da Tusciaweb e Piattaforma 2.0 all’interno della rassegna I pirati della bellezza – Festival della Parola e del Pensiero.
1 luglio ore 17,30
Sala Conferenze Unindustria
Via Faul n. 17, Viterbo
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ. I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero regala libri grazie a Terme dei Papi, Menichelli Gioielli, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE.
DIO È UN LIBRO…
Un Libro sospeso per la libertà e la creatività
I Pirati della Bellezza, festival della Parola e del Pensiero, regala una copia di ogni libro in presentazione a 40 partecipanti a ciascun evento. Grazie a Terme dei Papi, Menichelli 1912, Todis, Paolo Pelliccia, Dm Ecologia, Sigma, CGE
Un libro sospeso è come regalare un canestro di bellezza, intelligenza e incanto… Per la prima volta un festival di libri regala libri. I Pirati della Bellezza regala libri. Un libro è un mondo di idee, di fatti e di racconti che educa alla libertà e alla fantasia. Nella storia c’è stato chi ha bruciato libri, chi li ha messi all’indice, chi li ha disprezzati e calpestati. Noi pensiamo che i libri siano portatori, sani o malati, del virus della libertà e della creatività. Sono capaci di farci scoprire mondi, inferni, paradisi mai visti. Sono capaci di farci vivere milioni di vite che non avremmo mai vissuto. Milioni di avventure. Milioni di piaceri e dolori. Un libro è capace di narrare perfino piaceri e dolori inenarrabili. Un libro, in buona sostanza, è capace di descrivere ciò che non è descrivibile. E subito dopo ci permette di dormire sotto le rassicuranti coperte del nostro piccolo letto. Cento pagine di carta stampata sono in grado di parlarci di Dio e dell’infinito. Di massacri e resurrezioni. Senza infingimenti, senza falsi timori di inadeguatezza. E allo stesso tempo ci spiegano che “ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne possa sognare la nostra filosofia”. Per dirla tutta: Dio, se esiste, non può non essere un libro…
Un meraviglioso libro di luce e di tenebre, ovviamente.
Noi intanto, per non saper né leggere né scrivere, regaliamo libri. E lo facciamo nello spirito di una grande capitale della cultura europea: Napoli. Dove nei bar è tradizione lasciare un “caffè sospeso” per un prossimo avventore. Come dire un piccolo dono a uno sconosciuto che crea un legame nel segno della comune umanità e nel segno della gentilezza. Valore ormai desueto e antico.
I Pirati della Bellezza
Istruzioni per l’uso: Le aziende e le persone che vogliono sponsorizzare l’iniziativa “Un libro sospeso per la libertà e la creatività” possono scrivere un messaggio via Whatsapp a I Pirati della Bellezza al 3387796471. Verranno ricontattati.
Il festival I Pirati della Bellezza è reso possibile da aziende, associazioni e fondazioni illuminate che hanno il coraggio di costruire cultura e di volare. Perché la cultura è il futuro dell’umanità. La cultura è l’uomo! La cultura è quello che ci fa umani. E solo la cultura ci può salvare. La cultura è volare. E noi vogliamo volare…
I Pirati della Bellezza – Festival della Parola e del Pensiero è promosso da Piattaforma 2.0 e viene realizzato grazie a Fondazione Carivit, Ance, Unindustria, Merlani costruzioni, Cr Project service, Immobiliare Viterbo, KDS, Fratelli Aquilani, Belli srl impianti tecnologici, SegantiniAssicurazioni.it, Terme dei Papi, Vestri Telecom Group, Active Network, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Centroauto, Audiotime, Il Gargolo, Tusciaweb, Libreria Fernandez, Majakovskij comunicazione, Panta CZ.






