Mario Draghi e Giuseppe Conte
Roma – Mercoledì Draghi torna in aula, prove tecniche di nuove maggioranze con o senza M5s.
Lunedì e martedì Mario Draghi sarà in Algeria per un vertice inter governativo. Mercoledì dovrà presentarsi in aula. Dopo che il presidente della repubblica ha respinto le sue dimissioni, va trovata una soluzione al nodo politico da sciogliere. “Dovrà presentarsi al parlamento – si legge in una nota del Quirinale – per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata”.
Sergio Mattarella ha rinviato l’incontro con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, in programma martedì e mercoledì a Verbania, Stresa e Ispra.
Giuseppe Conte starebbe portando avanti al momento una serie di incontri informali con membri del M5s per valutare le prossime mosse. Al suo fianco il ministro per i rapporti con il parlamento Federico D’Incà che ieri ha svolto una funzione di primo piano come intermediario tra il partito, il governo e il parlamento.
Secondo quanto riferisce il Corriere, al termine del consiglio dei ministri ieri sera ci sarebbe stato un momento di tensione tra i ministri Cingolani e Orlando. Il ministro del Lavoro avrebbe esortato Draghi a un ripensamento e Cingolani gli avrebbe risposto “Parli tu, che sei del Pd e hai fatto il gioco di Conte”.
Ieri sera si è svolto il Consiglio nazionale del movimento, concluso in tarda serata e senza una risposta definitiva.L’ipotesi su cui si starebbe ragionando è quella di andare avanti senza fornire la fiducia a prescindere al governo Draghi ma, in caso di verifica, di supportare la maggioranza. I dubbi maggiori si sarebbero concentrati sulla strategia da attuare in questi giorni critici.
Il M5s starebbe valutando l’ipotesi di chiedere il voto degli iscritti per decidere su una eventuale fiducia al governo Draghi.
