Sutri – (b.b.) – Un rubinetto aperto e neppure una goccia d’acqua che scende. È la situazione che vivono diversi cittadini di Sutri in questi giorni di caldo rovente e di mancanza di piogge. E la colpa, secondo l’amministrazione comunale, “è di chi non rispetta le ordinanze sull’utilizzo dell’acqua potabile”.
Sutri – Rubinetto senz’acqua
La denuncia dell’amministrazione comunale, che richiama l’intera popolazione al rispetto delle ordinanze sull’uso dell’acqua potabile, arriva direttamente dai social. “Queste sono le condizioni in cui vivono molti cittadini di Sutri a causa di chi non rispetta le ordinanze sull’utilizzo dell’acqua potabile” fanno sapere dal comune.
Dallo scorso 22 giugno l’intero territorio regionale è in stato di calamità. A firmare il decreto è stato il presidente Nicola Zingaretti che “ai sensi della l.r. 26 febbraio 2014, n. 2 art. 15, comma 2” ha proclamato “lo ‘stato di calamità naturale’ per l’intero territorio della regione Lazio e fino alla data del 30 novembre 2022 a causa della grave crisi idrica determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei comuni”.
Immediata è arrivata anche l’ordinanza comunale sul territorio di Sutri. “Per preservare la maggior quantità di risorsa disponibile all’uso umano e alimentare – si legge nel documento, è vietato – l’uso dell’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico per il lavaggio di automezzi e per le operazioni di pulizia delle soglie private, l’uso dell’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico per il riempimento di piscine, l’uso dell’acqua pubblica per irrigare giardini e orti ad eccezione dei giorni di martedì, giovedì e sabato dalle 24 alle 6“.
“Probabilmente – proseguono dall’amministrazione di Sutri -, non si ha piena coscienza della gravità della situazione, per questo torniamo a ricordarvi, ancora una volta, l’importanza di utilizzare l’acqua con la massima responsabilità”.
