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Oltre mille i sindaci firmano l’appello per chiedere a Draghi di restare

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Roma – Sono oltre mille i sindaci da tutta Italia che tra ieri e oggi hanno firmato l’appello per chiedere a Draghi di rimanere alla guida del governo. 


Mario Draghi

Mario Draghi


Lo comunica Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, con un post su Facebook: “Da ieri sono più di mille i sindaci italiani, di ogni schieramento e orientamento politico, che hanno sottoscritto la lettera contenente quell’appello e che stanno continuando a farlo. Dal nord al sud, dalle grandi città ai piccoli comuni continuano ad arrivare adesioni. Un segnale davvero forte che auspicavamo ma che sinceramente non ci aspettavamo con questa portata. Un segnale di come in tutto il Paese ci sia chi vuole continuare ad agire per il bene collettivo al di là del colore politico”.

I primi firmatari dell’appello, ieri, sono stati undici sindaci di importanti città e capoluoghi di provincia: Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (sindaco di Genova), Antonio Decaro (sindaco di Bari e presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente dell’Unione delle province italiane), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo), Roberto Gualtieri (sindaco di Roma), Stefano Lo Russo (sindaco di Torino), Dario Nardella (sindaco di Firenze), Maurizio Rasero (sindaco di Asti), Matteo Ricci (presidente di Pesaro) e Beppe Sala (sindaco di Milano).

“Con incredulità e preoccupazione assistiamo alla conclamazione della crisi di Governo generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza – si legge nell’appello che primi cittadini hanno rivolto al premier Draghi per evitare che lasci la guida dell’esecutivo -. Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà”.

“Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo – continua l’appello -. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del paese ai propri problemi interni”.


Viterbo - Giorgia Meloni

Giorgia Meloni


A chi però non è piaciuto l’appello dei sindaci è Giorgia Meloni. Che, infatti, chiede nuove elezioni. “Mi chiedo se tutti i cittadini rappresentati da Gualtieri, Sala, Nardella o da altri sindaci e presidenti di regione che si sono espressi in questo senso, condividano l’appello a un governo e un parlamento distanti ormai anni luce dall’Italia reale ad andare avanti imperterriti, condannando questa nazione all’immobilismo solo per garantire lo stipendio dei parlamentari e la sinistra al governo”, ha scritto la leader di Fdi su Facebook.

“E mi chiedo se sia corretto che questi sindaci e governatori, rappresentanti di tutti i cittadini che amministrano (anche quelli che non li hanno votati e che la pensano diversamente) usino le istituzioni così, senza pudore, come se fossero sezioni di partito – ha continuato Meloni -. La mancanza di regole e di buonsenso nella classe dirigente in Italia comincia a fare paura”.


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