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Omicidio Angeletti, davanti al gup l’assassino del biologo

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Dario Angeletti

Dario Angeletti

Claudio Cesaris

Claudio Cesaris

Tarquinia – (sil.co.) – Omicidio Angeletti, oggi l’assassino reo confesso Claudio Cesaris comparirà davanti al gup Francesco Filocamo del tribunale di Civitavecchia. In carcere da sette mesi, il killer del processore dell’Unitus è attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia.

Il dottor Filocamo è il magistrato cui spetta l’ultima parola, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Alessandro Gentile, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Viterbo, sfociate nell’arresto del 68enne due giorni dopo il delitto del 7 dicembre 2021 alle Saline di Tarquinia.

Dopo il rinvio a giudizio, Cesaris, tecnico in pensione dell’università di Pavia, salvo sorprese, comparirà davanti alla corte d’assise del tribunale di Roma, territorialmente competente, che dovrà decidere sull’eventuale richiesta di ergastolo per omicidio volontario aggravato. 

Il professor Dario Angeletti, 50 anni, biologo e docente associato in Ecologia all’università della Tuscia, è stato ucciso a bruciapelo al parcheggio delle Saline, nella sua macchina Volvo V4 grigia, dove il killer gli avrebbe sparato alle nuca due colpi con una Browning 6,35 dal sedile posteriore. 

Il movente sarebbe da cercare nella gelosia per una ricercatrice di 39 anni, venuta a Viterbo dall’università di Pavia nell’estate 2020, con cui l’ex tecnico, ormai pensionato, aveva instaurato una relazione sentimentale e per cui si era separato, seguendola nella Tuscia e affittando anche lui un appartamento a San Martino al Cimino, dove aveva preso casa la donna, per starle vicino.

Pochi giorni prima dell’omicidio, il 4 dicembre 2021, secondo quanto riporterebbero i verbali della magistratura, la ricercatrice sarebbe stata a cena con Angeletti a Monte Romano, e salutandolo gli avrebbe dato un bacio sulla guancia, pedinata dal killer che sarebbe stato sulle sue tracce grazie al Gps con cui avrebbe seguito costantemente gli spostamenti della 49enne.

L’imputato è difeso dagli avvicati Michele Passione del foro di Firenze e Alessandro De Federicis del foro di Roma. I familiari della vittima, sposato e padre di due figli, sono assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio. Il legale Paolo Pirani è pronto a costituirsi parte civile per il comune di Tarquinia.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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