Tarquinia – (sil.co.) – Delitto delle Saline, all’omicida del professor Dario Angeletti viene contestato anche lo stalking. Questo lunedì riprende l’udienza preliminare. Tutti nuovamente davanti al gup Francesco Filocamo del tribunale di Civitavecchia, dopo il nulla di fatto dell’udienza saltata la settimana scorsa per la mancata traduzione dell’imputato dal carcere romano di Rebibbia.
Omicidio delle Saline – Tarquinia – Il luogo del delitto – Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti
La procura della repubblica di Civitavecchia, nella persona del pm Alessandro Gentile, ha chiesto il rinvio a giudizio di Claudio Cesaris non solo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, ma anche per atti persecutori, reato 612 bis del codice penale.
Sia nei confronti del biologo cinquantenne che Cesaris ha poi ucciso lo scorso 7 dicembre nel parcheggio delle Saline di Tarquinia, sia ai danni della ricercatrice milanese quarantenne con cui il 69enne aveva avuto una relazione ai tempi in cui entrambi lavoravano all’università di Pavia prima che lui andasse in pensione e lei si trasferisse a Viterbo.
L’imputato, difeso dagli avvocati Michele Passione del foro di Firenze e Alessandro De Federicis del foro di Roma oltre ad avere effettuato pedinamenti e sopralluoghi, secondo l’accusa, si sarebbe anche “informato sulla possibilità di localizzare un telefono spento e sulla percentuale dei casi irrisolti di omicidio” nonchè “procurato un’arma diversa da quelle denunciate e con essa aver atteso che la vittima uscisse dal lavoro”.
L’arma del delitto, una pistola di marca e calibro imprecisati, nonostante le ricerche non è mai stata ritrovata.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
