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Picchia il padre per 5 euro e minaccia la polizia con un coltello, arrestato pugile 19enne

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Viterbo – (sil.co.) – Picchia il padre per 5 euro e minaccia la polizia con un coltello, arrestato 19enne. E’ successo la notte tra il martedì e mercoledì in via Solieri, al Salamaro. Asserragliato nel portone sanguinante, ha posato l’arma dopo mezzora di trattativa: si era ferito da solo a un braccio dicendo di essere stato vittima di una rissa al Sacrario.  Si tratta di un giovane pugile.


Polizia

Intervento della polizia – foto d’archivio


Ha posato il coltello solo dopo mezzora di trattative, provando quindi a scappare col motorino parcheggiato davanti al portone. Senza riuscirci, anche a causa dell’evidente stato di ubriachezza in cui versava. Per riprendersi, dopo l’arresto, gli ci è voluto un giorno. 

Condotto in ospedale, ha proseguito la “notte brava”, dando in escandescenze e opponendo strenua resistenza anche di fronte ai sanitari e al personale del pronto soccorso di Belcolle.

E’ successo la notte tra il 5 e il 6 luglio. Ieri, dopo 24 ore di sonno ininterrotto, il 19enne è comparso davanti al giudice che ha convalidato l’arresto.

L’allarme è scattato grazie ai vicini che hanno sentito le urla del padre provenire dall’appartamento, la notte tra martedì e mercoledì, in un palazzo di via Solieri, al Salamaro.

All’arrivo delle volanti, il giovane era al portone, ubriaco e forse sotto l’effetto di stupefacenti.

Aveva un braccio sanguinante e con una mano teneva il casco, mentre con l’altra brandiva un grosso coltello. 

Siccome aveva delle profonde ferite al braccio sinistro sanguinante, ha provato a giustificarsi dicendo di essere stato coinvolto in una rissa al Sacrario e di essere tornato a casa per procurarsi un coltello per difendersi. In realtà si tratterebbe di colpi autoinferti.

L’unica lite emersa, invece, sarebbe stata l’ultima di una delle tante coi familiari, stavolta col padre, che avrebbe aggredito nel cuore della notte perché non aveva da dargli i cinque euro che gli aveva chiesto.

Gli agenti hanno impiegato mezzora di pazienti trattative per convincerlo a posare il coltello, evitando che potesse usare nuovamente l’arma contro se stesso o contro altri. L’intervento si è concluso con la cattura dell’arrestato, bloccato mentre tentava di darsi alla fuga col motorino parcheggiato fuori casa.

E’ stato quindi condotto a Belcolle, dove ha continuato a dare in escandescenze, per l’evidente necessità di accertamenti sanitari. L’arrestato, persona nota agli uffici per le sue intemperanze nonostante la giovane età, dopo le cure del caso sarebbe quindi caduto in un sonno profondo, dormendo per 24 ore filate, dalle 8 di mercoledì mattina a ieri quando, scortato dalla polizia, è comparso, non ancora del tutto lucido, davanti al giudice Elisabetta Massini per la direttissima.

Il magistrato, convalidando l’arresto, essendo il giovane incensurato, lo ha rimesso in libertà senza disporre alcuna misura. 

Su richiesta del difensore, avvocato Luigi Mancini, il processo per direttissima è stato rinviato al prossimo autunno.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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