Sport – Motori – Una gara di mini enduro (immagine di repertorio)
Graffignano – In controsenso su uno scooter, all’interno del paddok, dà in escandescenza e manda a quel paese il direttore di gara. E’ successo a inizio luglio, nel corso della quinta tappa del campionato italiano mini enduro che si è disputata sul circuito di Graffignano.
Lungo il tracciato in provincia di Viterbo, il genitore di un giovane pilota circolava a torso nudo su uno scooter con a bordo anche il figlio. Entrambi senza casco, hanno attirato l’attenzione del direttore di gara.
“Alla richiesta di spiegazioni – si legge nella nota della Federmoto –, il padre esclamava: ‘Ma vaffanculo, va’. Successivamente recatosi al bar interno, in presenza del commissario delegato e di altri ufficiali di gara, lamentandosi del fatto che il direttore di gara non dovesse fare il ‘vigile urbano’, ripeteva il predetto insulto e minacciava il direttore di gara – nel caso avesse preso provvedimenti di ammende/esclusione per il proprio figlio – gridando: ‘Se fai qualcosa a me o a mio figlio te lo faccio vedere io. Tanto so dove abiti e poi ce la vediamo io e te. Io faccio quello che cazzo mi pare’.
Inoltre, durante la giornata del 10, circolava a più riprese nel paddock sempre privo di casco a bordo del ciclomotore, incrociando a più riprese il percorso di gara. Da ultimo ritornava più volte dal commissario delegato chiedendo sempre di cambiare la notifica, con tono minaccioso e intimidatorio”.
Un comportamento che è costato all’uomo il ritiro per due mesi della tessera federale.
Samuele Sansonetti
