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Viterbo – (sil.co.) – Da Roma a Viterbo con circa 80 grammi di cocaina, già suddivisi in 200 dosi pronte a essere spacciate nel fine settimana.
Via libera alla messa alla prova per uno dei due giovani presunti pusher arrestati dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Viterbo a Vetralla nella tarda serata di sabato 30 aprile.
Si tratta di un 23enne senza alcun precedente, tuttora agli arresti domiciliari, che ha immediatamente collaborato coi militari, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia.
Via libera su richiesta del legale dell’imputato alla sospensione del procedimento, con estinzione del reato se l’esito della messa alla prova sarà positivo.
Ma non da subito. Il giudice ha infatti rinviato la formalizzazione della messa alla prova al prossimo 6 ottobre, per dare tempo all’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) di elaborare il programma di trattamento.
Nel frattempo il giudice ha accolto la richiesta di alleggerimento della misura di custodia cautelare, revocando gli arresti domiciliari e sostituendoli con l’obbligo di firma, tutti i pomeriggi alle ore 16, dal lunedì al venerdì, presso la più vicina a casa stazione dei carabinieri.
L’imputato, che stava rientrando con un amico in macchina da Roma, dove la coppia avrebbe fatto rifornimento di stupefacente secondo l’accusa da spacciare sul mercato locale nel weekend, aveva addosso circa 80 grammi di cocaina, suddivisa in 200 involucri e altri 9 grammi tra hashish e marijuana in casa, scoperti dai carabinieri durante la successiva perquisizione domiciliare.
– Trovati con 200 dosi di cocaina, due giovani in manette
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
