Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Del raddoppio della Cassia da Monterosi fino a Viterbo se ne parla ormai da circa 50 anni, tanto che l’opera è entrata di diritto nel novero delle grandi incompiute della provincia di Viterbo. Infatti, il primo tratto che da Roma arrivava fino alle Rughe fu iniziato nel lontano 1972, per poi fermarsi successivamente a Monterosi verso i primi anni Novanta.
Così, Fabio Belli delegato Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) alle infrastrutture, interviene sull’argomento, ripercorrendo le tappe principali.
Nel 2008 la regione Lazio pubblicò il bando per l’affidamento dell’incarico per “La progettazione definitiva e servizi connessi per i lavori di costruzione, a 4 corsie della S.S.Cassia”, tronco tra il km 41+300 (Monterosi) e il km 74+400 Viterbo (innesto sulla trasversale Orte-Civitavecchia, presso attuale svincolo Viterbo Sud).
La società Ati, formata da Bonifica e Saim, si aggiudicò il bando e depositò il progetto definitivo nel giugno del 2010, successivamente nel maggio del 2015 l’incarico venne esteso, per adeguare gli elaborati alle prescrizioni poste dai vari enti e ministeri durante le conferenze dei servizi fino al completamento del procedimento nel luglio del 2017.
Successivamente, nel febbraio del 2020 facemmo presente che il percorso amministrativo si è era interrotto in quanto il decreto del presidente del consiglio dei ministri del febbraio 2018 prevedeva il passaggio del “soggetto gestore”, cioè l’ente di gestione della tratto stradale Cassia dalla regione Lazio ( Astral), all’Anas, cosa che poi si è verificata nel gennaio del 2019. Però non prevedeva anche il passaggio del “soggetto attuatore”, cioè l’ente che deve attuare tutte le procedure amministrative necessarie per realizzare l’infrastruttura, che è rimasto in capo alla regione Lazio e che invece è dovrebbe passare all’Anas.
Come associazione, riteniamo fondamentale l’iniziativa presa a pochi mesi dall’insediamento dal presidente della provincia Alessandro Romoli insieme al consigliere provinciale e delegato ai trasporti e lavori pubblici Maurizio Paolozzi nell’istituire un tavolo tecnico per il raddoppio della Cassia, che ci ha visto coinvolti, insieme ai responsabile della regione Lazio Area Infrastrutture Massimo Paoluzzi e dell’Anas, Achille Devitofranceschi, nonché ai direttori tecnici delle società di ingegneria che hanno redatto il progetto definitivo, Franco Bocchetto della Bonifica e Bruno Guidobaldi della Saim, con il supporto di Alberto Pecorelli, ex dirigente della provincia e memoria tecnica e storica del settore dei lavori pubblici.
Durante l’incontro è emerso lo stallo burocratico venutosi a creare, l’attività necessaria al fine di riavviare le varie procedure amministrative, la necessità di effettuare le verifiche archeologiche lungo il tracciato propedeutiche alla progettazione esecutiva, la quale una volta approvata, consentirà di poter indire la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori di questa indispensabile opera che migliorerà i collegamenti con al capitale, rappresentando quest’ultima un importante volano di sviluppo per nostra provincia. Per ottobre è previsto il prossimo incontro.
Ance Viterbo
Articoli: Raddoppio della Cassia bis, istituito in provincia un tavolo tecnico – Ance: “Tutto fermo per il raddoppio della Cassia”
