- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Rapina alle poste di Canino, pene scontate per il direttore e uno dei pali

Condividi la notizia:

Massimiliano Ciocia

Il direttore Massimiliano Ciocia


Canino – (sil.co.) – Rapina alle poste di Canino, quattro condanne confermate e due scontate. Ridotta la pena per l’ex direttore e per uno dei due pali. 

In men che non si dica gli investigatori si sono messi sulle tracce della Lancia Ypsilon di colore rosso sgargiante con la targa in bella vista utilizzata per mettere a segno la rapina del 28 novembre 2020 per cui sono finiti in manette a gennaio 2021 i tre esecutori materiali e il giorno dell’Immacolata 2020 i quattro pianificatori.

Pene di primo grado confermate per tutti ad eccezione del direttore Masimiliano Ciocia e del palo Roberto Gallo, difesi dagli avvocati Gianni Ceccarelli e Giovanni Labate. Sono gli unici che hanno potuto usufruire dello socnto del concordato in secondo grado. Condannati rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e a 4 anni di reclusione lo scorso 5 novembre, ieri sono stati condannati Ciocia a 3 anni e 10 mesi e Gallo a 3 anni e 4 mesi.

La corte d’appello di Roma, in diversa composizione rispetto alle precedenti udienze, ha deciso nel primo pomeriggio.

Confermate le condanne inflitte in abbreviato otto mesi fa dal tribunale di Viterbo per i tre complici-pianificatori del, direttore: 5 anni e 8 mesi a Daniele Casertano 5 anni e 8 mesi a Domenico Palermo, 4 anni a Christian Lanari. Cinque anni, infine, al “rapinatore solitario” Riccardo Carloni Modesti.

Riprenderà il prossimo 4 ottobre davanti al collegio il processo col rito ordinario al settimo rapinatore, l’altro palo, Bruno Laezza. Gli ulteriori testimoni saranno sentiti il 18 ottobre e il 25 ottobre, mentre, salvo imprevisti, discussione e sentenza saranno il prossimo 15 novembre.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: