|
|
Viterbo – (sil.co.) – Processo subito per un 44enne originario di Ronciglione denunciato per stalking dalla sua ex.
Vittima una 36enne di Viterbo che ha chiesto aiuto al centro antiviolenza Penelope e si è costituita parte civile con l’avvocato Dominga Martines.
L’imputato, cui viene contestata la recidiva reiterata infraquinquennale, è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa che avrebbe iniziato a perseguitare nell’agosto del 2020. A luglio dell’anno scorso, la ex lo ha denunciato.
Più volte si sarebbe appostato sotto casa della vittima, lasciandole biglietti minatori e staccandole anche la corrente. L’avrebbe inoltre seguita sul posto di lavoro, gridandole minacce di morte.
Il processo, dopo l’accoglimento da parte dl gip Giacomo Autizi della richiesta di giudizio immediato da parte della pm Eliana Dolce, si è aperto giovedì con l’ammissione delle prove davanti al giudice Francesco Rigato.
L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Rizzello, che ha chiesto al giudice di escludere, tra le probe presentate dalla parte offesa, una chiavetta Usb contenente dei messaggi di cui non è nota la provenienza. Semmai potrà essere ripresentata nel corso del dibattimento, che entrerà nel vivo il prossimo 9 marzo con l’ascolto della 36enne. L’udienza successiva, invece, è stata fissata per il 18 maggio 2023.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

