Soriano nel Cimino – L’autobotte a Pian della Guardia
Viterbo – Fiumi quasi a secco, laghi con abbassamenti record, carenza di acqua nelle case e coltivazioni in grave sofferenza. Il caldo torrido non accenna a diminuire e l’allarme siccità, anche nella Tuscia, avanza pericolosamente.
In provincia di Viterbo la scarsità di acqua ha iniziato a toccare anche le abitazioni private che in alcuni comuni pagano la mancanza di risorsa idrica. Dopo Acquapendente, Blera e Vetralla anche Soriano nel Cimino, a est del capoluogo, è stato costretto a utilizzare un’autobotte per rifornire parte della popolazione.
Da qualche giorno il mezzo, che rifornisce le persone con acqua potabile, staziona a Pian della Guardia nella parte alta del paese.
“La situazione di emergenza – spiegano dall’amministrazione – va ricondotta all’abbassamento del livello dell’acqua all’interno del bottino a causa del perdurare della siccità climatica. Sarà nostra cura continuare a tenere aggiornata la cittadinanza sull evolversi della situazione e sulle iniziative adottate”.
Al momento, tra i comuni del gestore Ato 1, gli abitanti che riscontrano criticità idrica risultano all’incirca 2.500. Un numero che secondo le previsioni è destinato a salire fino a 47mila unità in tutta la Tuscia. I comuni più a rischio, oltre a quelli sui quali è stato necessario l’arrivo delle autobotti, sono quelli marittimi (come Tarquinia e Montalto di Castro) e lacuali. Il turismo di fine luglio e inizio agosto, tra villeggianti e titolari di seconde case, aumenta a dismisura il numero di persone presenti e di conseguenza l’utilizzo di acqua potabile.
L’allarme siccità minaccia anche i campi con gli agricoltori chiamati a fare i conti anche con il caro carburante e il caro energia. In alcuni comuni è entrato già in atto il razionamento e la sospensione dell’irrigazione in determinate fasce orarie per non rischiare di rimanere senza acqua.
Samuele Sansonetti
