Viterbo – “Una presidenza imparziale, per garantire a tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione di svolgere le proprie funzioni nella maniera più ampia possibile”. Letizia Chiatti (Viterbo 2020) è la nuova presidente del consiglio, eletta col sostanziale via libera anche dell’opposizione. Come si appresta a gestire il nuovo ruolo. Come si è arrivati alla sua scelta e le prospettive dell’amministrazione Frontini.
L’elezione di Letizia Chiatti
Letizia Chiatti, è stata eletta presidente del consiglio, come s’immagina in questo suo ruolo?
“Un ruolo di coordinamento e direzione del maggiore organo democratico della città – spiega Chiatti – in particolare, tra i compiti del presidente del consiglio mi ha colpito quello previsto dalla lettera c dell’articolo 17 dello statuto della città di Viterbo, ovvero: “tutela le prerogative e assicura l’esercizio dei diritti dei consiglieri”.
Dopo cinque anni all’opposizione, come pensa che sarà presiedere il consiglio comunale?
“Anche se è un po’ prematuro per previsioni di qualunque genere, mi auguro di garantire, sempre e comunque nel rispetto del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e dello statuto, una presidenza imparziale che consenta ai consiglieri tutti, sia di maggioranza che d’opposizione, di svolgere le proprie funzioni nella maniera più ampia possibile”.
Sarà una presidenza dove le norme, a cominciare da quella sui tempi previsti per gli interventi sarà seguita fedelmente, come accade ad esempio in regione, o si seguirà una linea più morbida, lasciando spazio al dibattito?
“Come già detto, spazio a tutti ma nel rispetto delle regole, affinché si possa dare spazio e voce a tutti i consiglieri, nel rispetto e nel decoro del consiglio comunale”.
Una lamentela ricorrente dei consiglieri alla presidenza, in passato è stata l’assenza di assessori o dirigenti nelle varie commissioni o in consiglio, anche per le interrogazioni. Pensa che questa tendenza s’invertirà?
“Ritengo che la presenza in aula, qualora richiesta, sia auspicabile da parte di tutti i dirigenti ed assessori ovviamente sempre nel rispetto d’eventuali impegni pregressi. Sarà mia cura, non appena terminate le emergenze ereditate, pianificare i consigli comunali in modo da poter coordinare e facilitare il lavoro di tutti dipendenti ed amministratori”.
Il suo nome circolava ormai da giorni, ma se l’aspettava d’essere eletta, anche con un sostanziale via libera dell’opposizione, che si è astenuta?
“No non mi aspettavo una elezione cosi “positiva” anche se per scaramanzia ho evitato nei giorni precedenti d’affrontare l’argomento. Sono ovviamente felice per l’atteggiamento tenuto dalla minoranza, che ringrazio ancora, per avere di fatto supportato la mia elezione”.
Proprio all’opposizione cosa si sente di dire?
“Come dicevo, li ringrazio per il loro atteggiamento affatto scontato”.
Venendo dalla precedente amministrazione, ci si poteva immaginare, come per i suoi colleghi Antoniozzi e Notaristefano, un ruolo in giunta, vista l’esperienza acquisita. Come mai questa scelta?
“La squadra è stata decisa autonomamente dal sindaco. Ovviamente ho condiviso ogni singola scelta e decisione”.
C’è stata la seduta d’insediamento e ormai da oltre due settimane c’è la nuova amministrazione a palazzo dei Priori. Il lavoro è come ve lo aspettavate o c’è stato qualche imprevisto?
“Credo che sia ancora presto per trarre conclusioni. Di certo ci aspetta un periodo molto impegnativo, ma il mandato ricevuto dalla città ci spinge ad impegnarci al massimo delle nostre capacità”.
La sindaca Frontini su temi importanti, come acqua pubblica o rifiuti è stata molto netta, dando una linea precisa. Le aspettative della città sono alte e non solo per questi due temi. C’è il rischio che qualcuna possa andare delusa?
“Il rischio c’è sempre. Siamo tutti alle prese con una nuova e impegnativa esperienza. Di certo ci capiterà di sbagliare. Ma ribadisco, è presto per trarre conclusioni”.
Finora si sono visti alcuni cambiamenti, piccoli segnali. Ce n’è uno, fra i tanti temi che interessano la città, che l’amministrazione Frontini si augura possa far vedere nei primi cento giorni e magari altri, più tangibili, nel giro di qualche mese o entro un anno dall’insediamento?
“Credo che questa domanda debba essere fatta al sindaco ed eventualmente alla giunta. Com’è noto, il presidente del consiglio non partecipa alle riunioni di giunta e non posso sapere quali saranno i primi provvedimenti, ma sono certa che una volta smaltite le urgenze si inizierà a concretizzare quanto previsto dal programma elettorale del nostro movimento”.
Giuseppe Ferlicca
