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“Talete in mano pubblica, la sindaca dimentica che l’ordine del giorno era il mio…”

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Massimo Erbetti

Massimo Erbetti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Bene ha fatto la sindaca Frontini a indire un consiglio comunale per ribadire, che Talete deve rimanere in mano totalmente pubblica. Non ce ne sarebbe stato bisogno, perché il consiglio comunale già nella scorsa consiliatura si era espresso per mezzo di un mio ordine del giorno in tal senso.

Quell’ordine del giorno fu ripreso poi in molti comuni della Tuscia e la sindaca dovrebbe ricordarlo visto che ha votato a favore.

Quello che fa sorgere perplessità è la tempistica con cui la sindaca ha indetto il consiglio comunale sul tema, lo ha fatto ancor prima di avere le carte in mano, non era meglio aspettare l’esito dell’incontro con Arera? Esporre il consiglio alla possibilità di creare un danno erariale è alquanto affrettato e se posso permettermi incosciente.

Sono a conoscenza i consiglieri comunali che hanno votato a favore dell’ordine del giorno, della situazione finanziaria di Talete? Assolutamente no, visto che non lo è nemmeno la sindaca.

Sanno i consiglieri comunali che la presa in carico degli 8 comuni che avverrà a breve costerà alla società ben 18 milioni di euro? Sanno i consiglieri che entro dicembre Talete dovrà prendere in carico altri 22 comuni? E facendo una proiezione economica potrebbero costare a Talete altri 40/45 milioni di euro. Dove prenderà i soldi Talete per affrontare tali annessioni? C’è sì un aiuto della regione Lazio, ma esiguo, si parla di 3 milioni di euro e il resto? Parliamo di una cifra totale di 50/60 milioni e anche nel caso in cui Talete potesse usufruire del mutuo perequativo di Arera, quelle somme riuscirebbero a malapena a coprire i costi del debito che attualmente Talete ha.

Apprezzo e sostengo la volontà di non cedere ai privati, altrimenti come M5s non avremmo mai portato un ordine del giorno che va in quella direzione, ma la campagna elettorale è finita e un Sindaco ha il dovere di risolvere i problemi e risolverli veramente.

Si parla sempre di legge 5 e figuriamoci se non sono d’accordo, ma siamo a fine consiliatura regionale e se ne riparlerà nella prossima, va bene il prestito Arera ma se e quando verrà concesso.

Come sopravviverà nel frattempo Talete ai costi derivanti dalle annessioni? Con le bollette idriche dei comuni stessi? La vedo dura visto che quei comuni non hanno voluto e potuto adeguare le tariffe idriche e di conseguenza non hanno mai messo in funzione i dearsenificatori.

Gli utenti di quei comuni credono, ma purtroppo a torto che loro paghino poco l’acqua e che sia Talete a far pagare cifre esorbitanti, ma non sanno che i costi derivanti la gestione dell’acqua nei loro comuni non sono in bolletta, ma ricadono sulla fiscalità generale, per cui è si vero che pagano poco l’acqua, ma vengono sottratti loro altri servizi, magari non si asfalta una strada, o non si taglia l’erba, per cui non pagano meno l’acqua, anzi in alcuni casi pagano molto di più.

Sindaca Frontini la campagna elettorale è finita, ora è il tempo delle decisioni importanti e non si può dire proveremo a seguire ogni strada possibile, lei è la Sindaca di una città capoluogo e se parla deve farlo con cognizione di causa, deve convocare un consiglio dando la possibilità ai consiglieri che votano di avere gli strumenti per farlo, ma non lo ha fatto e questo secondo me mette a repentaglio la sicurezza economica dei consiglieri stessi.

Si all’acqua pubblica, si al capitale totalmente in mano al pubblico, ma questo al momento significa aumentare il capitale sociale di Talete, il nostro comune li ha gli 8 milioni di euro per quell’aumento di capitale? Perché oltre il prestito ARERA è necessario anche quello.

Sindaco è il momento del coraggio, è il momento di prendere decisioni anche poco popolari, ma se vuole che Talete rimanga pubblica bisogna fare questo, io al suo posto lo avrei già proposto, ma i cittadini hanno scelto lei ed è lei a dover scegliere.

Ogni altra azione al momento non ha il tempo di essere messa in campo, perché il tempo non c’è, Talete fallirà prima e se fallirà, tutti dovremo dire addio all’acqua pubblica, anche a quella in capitale misto (40 privato e 60 pubblico), perché la legge impone che se una società con capitale pubblico fallisce, per i successivi 5 anni il servizio deve essere necessariamente messo a bando.

Concludo dicendo che condivido pienamente la sua scelta, ma ci porti soluzioni, i vedremo, i controlleremo, i faremo, sono fuori tempo massimo, lei era a protestare sotto il palazzo della Provincia e doveva informarsi prima, perché la sterile protesta senza soluzioni rimane fine a se stessa. Se Talete fallisse non servirà dire io ero contraria, perché senza una soluzione sarà corresponsabile e non vittima, lei saprà sicuramente che non è il consiglio comunale il socio di maggioranza relativa pro tempore di Talete, è lei il socio e è sulle sue spalle che pesa la quota societaria ed è lei che deve trovare la soluzione.

Massimo Erbetti
M5s Viterbo


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