Sul posto la polizia – foto d’archivio
Viterbo – (sil.co.) – Troppi brindisi dopo il gay pride, arrestata.
Una trasferta che ha lasciato il segno. Si tratta di una trans 42enne d’origine brasiliana venuta apposta dal Veneto a Viterbo nel weekend per partecipare al corteo del gay pride di sabato 9 luglio.
In città si è trattenuta anche domenica quando, verso le 22,30, sotto l’effetto di un mix di farmaci e alcol, incurante degli avventori, ha dato in escandescenze nel bar subito fuori porta Fiorentina.
E’ stata arrestata per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Nel parapiglia, infatti, sono rimasti feriti due poliziotti.
Sul posto sono intervenuti gli uomini della squadra volante della questura, cui la trans ha mostrato il seno, tirandosi su la maglietta, per chiedere la presenza di una agente donna, che poi lei, grande e grossa, ha pensato bene di aggredire, storcendole un braccio.
Vittima della furia incontenibile della trans, in evidente stato di alterazione psico-fisica, anche un poliziotto, cui ha invece ferito un braccio, graffiandolo con il mazzo di chiavi che aveva in mano.
Insomma, alla vista delle divise, invece di calmarsi, si sarebbe avventata contro di loro per evitare di essere bloccata. E’ finita coi poliziotti che per fermare la 42enne sono stati costretti ad ammanettarla, non coi “braccialetti” metallici tradizionali, impossibili da mettere ai polsi in quanto troppo scalmanata, bensì usando delle più opportune fasce elastiche.
Polizia all’ospedale di Belcolle – foto di repertorio
E’ stato anche necessario l’intervento del 118, che ha trasferito la trans in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove è stata affidata alle cure dei sanitari, costretti a sedare la 42enne, comparsa la mattina successiva davanti al giudice Francesco Rigato per la convalida del fermo.
In tribunale è giunta scortata dai poliziotti. Difesa d’ufficio dall’avvocato Marina Bernini del foro di Viterbo, si è lasciata interrogare, ammettendo le sue responsabilità e chiedendo scusa per la sua condotta della sera prima.
Lunedì la convalida dell’arresto in tribunale (nel riquadro l’avvocato Marina Bernini)
Il pubblico ministero ha chiesto la misura cautelare del divieto di dimora a Viterbo, ma il magistrato, convalidando l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, ha ritenuto di non disporre alcuna misura, trattandosi di un episodio isolato, legato alla trasferta per partecipare al gay pride e considerato che la 42enne, in città solo di passaggio, si sarebbe comunque allontanata spontaneamente dal capoluogo per tornare a Padova nel giro di poche ore.
La difesa, nel frattempo, ha chiesto il dissequestro delle chiavi usate contro il poliziotto, in quanto dell’abitazione dell’arrestata.
Il processo per direttissima è stato invece rinviato al prossimo 15 dicembre, per dare tempo all’avvocato Bernini di valutare un possibile rito alternativo. La legale sarebbe orientata a chiedere l’abbreviato che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


