Istanbul – Kiev e Mosca sono riusciti a trovare un’intesa per sbloccare le esportazioni del grano ucraino. Rappresentanti dei due paesi si incontreranno oggi a Istanbul per ratificare ufficialmente l’accordo.
Un campo di grano
Ad annunciarlo è il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, in collaborazione con le Nazioni unite, ha fatto da mediatore ai negoziati tra Ucraina e Russia. L’accordo raggiunto, auspicato da tutte le cancellerie, non solo quelle europee, potrebbe permettere una via d’uscita alla crisi alimentare mondiale attualmente in corso legata proprio alle difficoltà per l’approvvigionamento del grano.
L’accordo permetterà il trasporto del grano ucraino attraverso i porti del Mar Nero che attualmente sono bloccati dalla marina russa. I dettagli dell’intesa non sono ancora stati resi noti nel dettaglio ma, a quanto si apprende, prevederebbe controlli congiunti delle navi in partenza e in arrivo nei porti del Mar Nero e un meccanismo per garantire la sicurezza delle rotte.
Alla ratifica dell’accordo tra Kiev e Mosca dovrebbe seguire l’esportazione di circa 20 milioni di tonnellate di grano ucraino che si stimo siano attualmente bloccate.
“L’accordo raggiunto per la ripresa del passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero è importante per salvare dalla carestia quei 53 paesi dove la popolazione spende almeno il 60 per cento del proprio reddito per l’alimentazione – si legge in una nota di Coldiretti -. L’inevitabile indebolimento della produzione agricola ucraina e la paralisi dei porti del Mar Nero hanno sottratto un bacino cruciale per l’approvvigionamento alimentare di vaste aree del pianeta. Russia e Ucraina rappresentano, sommate, poco più del 30 per cento delle esportazioni di cereali, oltre il 16 per cento di quelle di mais e oltre il 75 per cento di quelle di olio di semi di girasole, secondo un’analisi del centro studi Divulga”.
“Un’ emergenza mondiale che riguarda direttamente anche l’Italia – continua la Coldiretti -, un paese deficitario ed importa addirittura il 62 per cento del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti, il 35 per cento del grano duro per la pasta e il 46 per cento del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, anche se è però autosufficiente per il riso di cui è il primo produttore europeo con oltre il 50 per cento dei raccolti per un totale di circa 1,5 milioni di tonnellate di risone all’anno, anche se quest’anno in forte calo del 30 per cento per effetto della siccità e degli alti costi di produzione”.
