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Violenta la figlioletta, padre condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere

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Minori - Foto generica

Minori – Foto generica

Paola Conti

La pm Paola Conti

Remigio Sicilia

L’avvocato della minore, Remigio Sicilia

Viterbo – (sil.co.) – Condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere il padre quarantenne viterbese accusato di avere avuto plurimi rapporti sessuali completi con la figlioletta di 9 anni tra il 2017 e il 2018.

L’imputato ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. Alla piccola una provvisionale di 10mila euro. 

Il processo col rito abbreviato si è concluso ieri davanti al gip Giacomo Autizi dopo un’udienza fiume, nel corso della quale sono state ascoltate anche le repliche del pubblico ministero Paola Conti, titolare del fascicolo d ella delicatissima inchiesta. Difensore di parte civile l’avvocato Remigio Sicilia.

Lo scorso 12 maggio, la pm Conti aveva chiesto per l’imputato la condanna a 5 anni di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

Al genitore, che una volta depositate le motivazioni potrà ricorrere in appello, tra le varie pene accessorie, è stata inflitta anche la sospensione della potestà genitoriale sulla figlia. 

Il giudice ha inoltre riconosciuto alla minore, per cui si è costituita parte civile la madre, una provvisionale di 10mila euro, in vista di un più copioso risarcimento in sede civile per i danni subiti dalla vittima.

Sicilia, durante la discussione, si è concentrato su quanto dichiarato da madre e figlia, sia in sede di sommarie informazioni che durante l’incidente probatorio, insistendo sull’attendibilità della bambina.

Il difensore Giuliano Migliorati ha puntato il dito fino all’ultimo contro le presunte lacune delle indagini preliminari, nel senso richiesto dalla Carta di Noto finalizzata alla tutela dei minori in sede di testimonianza.

“Non sono stati approfonditi i contrasti familiari, né sono state sentite le versioni dell’imputato e della nuova compagna”, secondo il difensore. “Tra le cose che non sono state fatte, invece, c’è la valutazione della minore che, come tutti i minori, a distanza di 2-3 anni, non racconta un ricordo come fa un adulto, ma ricorda mentre racconta”.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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