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Violenta rissa per una ragazza, in manette in cinque

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Carabinieri - foto d'archivio

Carabinieri – Foto d’archivio

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Caprarola – (sil.co.) – Violenta rissa a Caprarola, arrestati due italiani e tre marocchini anche se le persone coinvolte sarebbero di più ma sono riuscite a volatilizzarsi prima di essere identificate.

Il movente sarebbe una ragazza.

L’arresto degli italiani non è stato convalidato in quanto durante l’udienza è emerso che si si sarebbero solo difesi, mentre è stato convalidato quello dei tre stranieri per lesioni personali, anche se sono stati rimessi tutti in libertà in attesa del processo per direttissima rinviato per il quintetto al 13 ottobre.

Il violento litigio è scoppiato nella giornata di martedì 5 luglio, quando i carabinieri sono accorsi in via Carlo Marx, a Caprarola, sotto l’abitazione di uno dei tre stranieri, un padre che sembra abbia chiamato la centrale operativa per segnalare che il figlio poco prima era stato vittima di un’aggressione. 

Mentre i militari li stavano generalizzando, sul posto è sopraggiunta una vettura dalla quale sono scesi quattro giovani, tra cui i due italiani, tutti indicati dai tre stranieri come gli autori del pestaggio.

Alla vista delle divise, il conducente si sarebbe allontanato a tutta velocità, mentre in via Marx si scatenava un violento parapiglia, nel quale sarebbero stati feriti gli stessi militari intervenuti per separare i contendenti.

Il terzetto di stranieri, in particolare, si sarebbe scagliato contro i quattro passeggeri appena scesi dalla vettura in fuga, tra i quali i due giovani italiani, che non avrebbero quindi agito per primi, ma per l’appunto si sarebbero difesi. 

Il movente della violenta lite scoppiata tra due gruppi contrapposti sarebbe da cercare, come detto, in alcuni apprezzamenti non graditi relativi a una ragazza.

Ieri mattina gli arrestati sono comparsi davanti al giudice Elisabetta Massini che ha rimesso tutti in libertà, convalidando solo l’arresto per lesioni dei tre stranieri e rinviando il processo per direttissima al prossimo 13 ottobre, quando tutti e cinque dovranno tornare in tribunale. Gli italiani sono difesi dagli avvocati Taurchini e Marinelli.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”

 


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