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“A Viterbo mi sono sentita dire: ‘I gay sono malati e vanno curati…'”

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Viterbo – “A Viterbo mi sono sentita dire che i gay erano malati e andavano curati”. E’ la testimonianza di Alice Castri, portavoce del Lazio Pride che sabato scorso, secondo gli organizzatori, ha portato a Viterbo oltre 6 mila persone. Da Porta romana fino a Valle Faul dove il primo corteo per i diritti civili di Viterbo si è sciolto. I diritti del movimento Lgbtq.

“Sono nata e cresciuta a Viterbo – ha raccontato Castri dal camion che faceva da palco in apertura del Pride -. Voglio viverci e voglio viverla, perché mi appartiene. Nonostante questo, però, Viterbo per me non è stata una città inclusiva. Io volevo solo essere me stessa. Ma l’omofobia funziona così. Ci condiziona a restare dentro i binari. L’orgoglio però prima o poi bussa. Credevo di poter sconfiggere i pregiudizi grazie alla cultura. Ma l’omofobia funziona così. Se non ti vuoi far confinare dentro ai binari, vieni punita. Ma succede anche un’altra cosa: chi resta fuori, costruisce nuove comunità”.


Viterbo - Lazio Pride - Alice Castri

Viterbo – Lazio Pride – Alice Castri


Alla manifestazione di sabato scorso, che ha attraversato anche piazza del teatro e via Marconi, c’erano anche la segretaria del Lazio Pride Anna Claudia Petrillo e la presidente di Arcigay Viterbo Virginia Migliore. Con loro anche il vice sindaco della città Alfonso Antoniozzi e lo storico attivista Franco Grillini, accompagnato dal vice sindaco di Sutri Lillo Di Mauro. 


Viterbo – Lazio Pride – L’intervento di Alice Castri


“Sono stata privata anche del mio coming out – ha aggiunto Castri – perché alcuni miei familiari hanno pensato di fare outing per me, e ho subito un outing forzato. Oggi sono qui per evitare che tutto questo accada di nuovo. Con gli sportelli e i gruppi di aiuto che stiamo cercando di tenere a Viterbo, vogliamo tutelare le persone che subiscono discriminazioni e violenza a scuola, a casa e al lavoro. Voglio che questa città diventi inclusiva, un luogo sicuro per tutta la comunità. Voglio che tutte le persone che ci hanno contattato in questi anni, con gli sportelli di ascolto e gli sportelli arcobaleno, possano sfilare in corteo con la consapevolezza che non sono soli”. 


Viterbo - Lazio Pride

Viterbo – Lazio Pride


Alice Castri, è stata lei ad aprire il Lazio Pride di sabato. E lo ha fatto con un appello, un manifesto che ha accompagnato tutto il percorso del corteo.

“Sfiliamo oggi per le strade di Viterbo, per noi stessi – ha detto Castri – per i nostri familiari e amici che hanno sofferto con noi, trovando un clima ostile per cui essere parte della comunità è qualcosa da nascondere. Sfiliamo davanti a chi ci ha detto che l’omosessualità è un nervo scoperto, una debolezza, un motivo per ricevere violenze gratuite. Un motivo per cui vergognarsi. Sfiliamo davanti alle persone che ci hanno deriso e chi ci ha detto che siamo malati e non meritiamo di esistere”.

“Ogni violenza, ogni lavoro che non riusciamo a trovare, ogni professore ostile, ogni affitto negato sono cose che potevamo risparmiarci. Potevamo evitare di vivere nell’invisibilità. Sono crimini d’odio con un nome e un cognome: l’omobitransfobia”.


Alice Castri di Lazio Pride

Alice Castri di Lazio Pride


“Noi non siamo alieni – ha concluso infine Alice Castri -. Siamo i vostri figli, le vostre madri, i vostri nipoti, la barista di fiducia, la commessa del negozio. Siamo dappertutto. Siamo persone, e siamo fatte di carne e ossa, con tutte le nostre paure, debolezze, virtù e tantissime sfumature di colori. La nostra forza, oggi, è la comunità. Siamo in piazza con chiunque condivida i principi di rispetto e di inclusione. Rispondendo con orgoglio e visibilità a chi tenta di reprimerci”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotocronaca: Il corteo – Lazio Pride – Video: L’intervento di Alice Castri – Il Lazio Pride sfila per le vie della città – Lazio Pride, la partenza

Articoli: Ho visto i diritti roteare come dervisci… di Carlo Galeotti – “Stiamo scrivendo la storia, oggi a Viterbo finisce il medioevo” È iniziato il Lazio Pride, il primo della storia di Viterbo

 


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